12 luglio 2020
Aggiornato 01:30
Scontri Genova

Il capo ultrà Bodganov chiede scusa all'Italia

Rinchiuso nel carcere genovese di Pontedecimo rischia una condanna da 1 a 4 anni. Domattina l'interrogatorio di garanzia

GENOVA - Ha chiesto scusa all'Italia ed ha spiegato che i disordini di martedì scorso non erano finalizzati a sospendere la partita ma a contestare la propria nazionale, Ivan Bogdanov, il capo degli ultrà serbi rinchiuso nel carcere genovese di Pontedecimo in attesa della convalida dell'arresto. Secondo quanto spiegato dall'avvocato difensore Gianfranco Pagano, che oggi ha incontrato Bodganov all'interno del penitenziario genovese, le contestazioni erano destinate soprattutto al portiere Vladimir Stojkovic, reo di essere passato dalla Stella Rossa, di cui l'uomo è tifoso, ai rivali del Partizan. Bogdanov sarà trasferito domani mattina nel carcere di Marassi dove sarà sottoposto, insieme agli altri facinorosi arrestati, all'interrogatorio di garanzia da parte del gip Maurizio de Matteis.

L'ultrà serbo è accusato di danneggiamento aggravato e lancio di oggetti pericolosi e rischia una pena da 1 anno a 4 anni di reclusione. «La condanna - spiega l'avvocato Pagano contattato telefonicamente - potrebbe anche essere superiore perché l'aver provocato la sospensione della partita costituisce un'aggravante ma chiederemo il patteggiamento, sperando in una pena di due anni e nell'espulsione». Secondo il legale, Bodganov avrebbe negato di aver agito con finalità politiche e avrebbe sottolineato di non appartenere a gruppi di estrema destra ma di essere soltanto un tifoso della Stella Rossa, con simpatie nazionaliste come molti suoi connazionali. «Il mio assistito si è detto dispiaciuto e stupito di aver provocato delle tensioni diplomatiche tra i due Paesi - aggiunge Pagano- La situazione gli è sfuggita di mano a causa della grande quantità di birra bevuta», conclude l'avvocato difensore.