7 giugno 2020
Aggiornato 03:00
Violenza calcio

Maroni: De Rossi meritava più di una censura

Lo ha affermato il Ministro degli Interni: «Alcuni politici farebbero meglio a stare zitti»

ROMA - «Alcuni esponenti politici farebbero meglio a stare zitti in certe occasioni: penso, ad esempio, a quanti sono intervenuti a difesa di De Rossi e delle sue sciagurate dichiarazioni sulla 'tessera del poliziotto' chiedendo che non si censurasse qualcosa che meritava ben oltre una semplice censura». Lo ha affermato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, in occasione della conferenza stampa convocata al Viminale per fare il punto sugli ultimi dati relativi alla violenza sugli stadi.
«Certe dichiarazioni contribuiscono ad alimentare un clima non giusto - ha proseguito il ministro -, chi ha grande visibilità dovrebbe saperlo anche perché il tema della sicurezza non c'entra con il tifo».

Sulle parole del centrocampista della Roma e della Nazionale, che aveva espresso perplessità sulla tessera del tifoso è tornato anche il Capo della Polizia, Antonio Manganelli, ribadendo di «non aver mai chiesto l'allontanamento di De Rossi dalla Nazionale, è assolutamente falso, ci mancherebbe, abbiamo solo espresso l'indignazione di chi conta mille feriti l'anno, vittime di un'area sistematicamente violenta e facinorosa che io ritengo composta non da ultras ma da delinquenti. Singoli errori ci sono stati - ha continuato Manganelli - e saranno perseguiti ma equiparare un poliziotto a uno di questi delinquenti c'è parsa una cosa enorme: nessun rancore, comunque, salutiamo con simpatia De Rossi e gli auguriamo di tornare a casa con la Coppa del Mondo».

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