31 maggio 2020
Aggiornato 07:00
Benefici dei probiotici

I probiotici ci aiutano a dimagrire e a togliere l’ansia. Lo studio italiano

Uno studio italiano ha confermato gli effetti benefici dei probiotici: riducono l’ansia e ci aiutano a dimagrire

I probiotici aiutano a dimagrire e a ridurre l'ansia
I probiotici aiutano a dimagrire e a ridurre l'ansia Shutterstock

Nuove conferme sui preziosi benefici esercitati dai probiotici. Da alcuni anni a questa parte, scienziati di tutto il mondo, concentrano i loro sforzi maggiori nello studio del microbiota umano. Ovvero dell’insieme di microorganismi che popolano sia l’intestino che gli organi vitali. Grazie a questi – che rappresentano oltre il 60% delle cellule presenti nel nostro corpo – un individuo può godere di buona salute o, al contrario, soffrire di malattie croniche. E ad aggiungere un altro pezzo del puzzle di questo incredibile e vastissimo mondo ci sono alcuni scienziati italiani che hanno appena pubblicato i risultati dei loro studi sul Journal of Transactional Medicine.

Probiotici per dimagrire e ridurre l’ansia
I probiotici ci aiutano a dimagrire e a ridurre gli stai di ansia. A suggerirlo è stato un team di ricerca italiano composto dagli scienziati dell’Università di Tor Vergata, dell’Università La Sapienza e del Policlinico Gemelli. Lo studio è stato condotto sia in pazienti sani che in quelli affetti da patologie degenerative e ha voluto verificare l’effetto che poteva avere un integratore formato da 120 miliardi di probiotici composti da 8 ceppi batterici.

I risultati
«La terapia con probiotici scelti ad hoc ha portato effetti a chi è colpito da sovrappeso o sindrome metabolica: in assenza di dieta c'è stata una leggera modulazione della composizione corporea, con un calo di peso e una riduzione di tessuto adiposo. Il dato più interessante è stato nei soggetti ansiosi, con una riduzione dello stato d'ansia», ha dichiarato Laura Di Renzo, docente della sezione nutrizione clinica e nutrigenomica dell'Università di Tor Vergata.

Sappiamo ancora troppo poco
«Conosciamo solo il 10% degli effetti della flora batterica. Insieme al professor Antonio Gasbarrini del Policlinico Gemelli abbiamo costituito un network per affrontare questo grande tema della ricerca: dobbiamo infatti conoscerne il restante 90%», conclude Antonino De Lorenzo, direttore della Scuola di specializzazione in scienze dell'alimentazione di Tor Vergata.

Probiotici e asse intestino-cervello
E’ vero: sappiamo ancora molto poco della flora batterica che compone l’organismo umano. Ma sono molti gli studi scientifici che hanno voluto prendere in esame tale aspetto. E grazie a questo riusciamo a comprendere il motivo per cui i probiotici interagiscono persino con la salute mentale. L’origine risiede nel cosiddetto asse intestino-cervello. «La comunicazione bidirezionale tra il sistema nervoso centrale e il microbiota intestinale, indicato come asse intestino-cervello, ha avuto un interesse significativo negli ultimi anni. L'aumento delle prove ha associato il microbiota intestinale a malattie sia gastrointestinali che extra-gastrointestinali. La disbiosi e l'infiammazione dell'intestino sono state collegate con diverse malattie mentali tra cui l'ansia e la depressione, che sono prevalenti nella società di oggi. I probiotici hanno la capacità di ripristinare il normale equilibrio microbico e pertanto svolgono un ruolo potenziale nel trattamento e nella prevenzione dell'ansia e della depressione», spiegano i ricercatori del Dipartimento di Psichiatria, del Centro di Scienze della Salute della Texas Tech University.

Come si sviluppa il microbiota?
L’insieme di microorganismi che popolano il corpo umano inizia fin dai primi attimi di vita di un essere vivente. «Il microbioma viene inizialmente sviluppato grazie alla trasmissione verticale che avviene attraverso la placenta, il liquido amniotico e il meconio. Due studi su animali hanno suggerito che i feti esposti a stress prenatale sotto forma di stress materno sviluppano un microbiota intestinale con diminuzione dei Bifidobacterium. Due studi separati hanno concluso che la modalità di erogazione influenza il microbioma iniziale e il microbiota intestinale. I neonati nati con parto naturale presentavano quantità maggiori di batteri nell'intestino rispetto ai bambini venuti al mondo con taglio cesareo. A partire dalla prima settimana di vita, la colonizzazione gastrica è altamente dinamica. Questo periodo critico durante la nascita e lo sviluppo dell’asse intestino-cervello è essenziale per la salute e l'immunità dei neonati. Il sottosviluppo del microbiota in questo periodo è stato correlato a numerosi stati di stress, tra cui le sepsi, le malattie cardiovascolari e la malattia atopica», continuano i ricercatori.

L’importanza dell’alimentazione
Quindi il microbiota, che detterà gran parte del nostro destino in termini di salute, sarà in parte già scelto fin dalla nascita. Ma anche l’alimentazione farà la sua parte iniziando con l’allattamento e proseguendo per tutta la durata della vita. «Gli studi hanno rilevato che l'allattamento al seno era direttamente correlato sia con i livelli di IgA che con il numero di organismi nel genere Bifidobacterium presente nell'intestino e indirettamente correlati con i livelli di IL-6.  IgA è prevalentemente un'immunoglobulina secretoria che fornisce immunità all'interno dell'intestino e di altre membrane mucose. Al contrario, IL-6 è una citochina proinfiammatoria che si presenta normalmente nell'infiammazione acuta e cronica. Il bifidobatterio è una parte importante del microbioma infantile e insieme alle specie nel Lactobacillus genere, è fondamentale nella produzione di acido gamma-aminobutirrico (GABA), un regolatore inibitore di varie vie neurali. La capacità di latte materno di aumentare IgA e Bifidobacterium specie e di diminuire i livelli di IL-6, e successivamente l'infiammazione, riduce il rischio di gastroenterite».

Psicofarmaci contro probiotici
Alcuni studi hanno voluto mettere a confronto l’utilizzo di psicofarmaci con i probiotici. «Confrontando i probiotici con l’antidepressivo escitalopram [un inibitore della ricaptazione della serotonina, nda], i probiotici hanno dimostrato di avere effetti simili. Avevano ugualmente successo nella riduzione dell'ansia ed erano più efficaci dell'escitalopram nel mantenere il metabolismo e il peso corporeo sani. Sebbene i ricercatori non abbiano determinato il meccanismo d'azione negli esseri umani, coloro che hanno studiato i probiotici nei ratti hanno trovato che l'ingestione orale di Bifidobacterium infantis aumentava la sintesi di triptofano, precursore della serotonina, e GABA», concludono i ricercatori.

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Fonti scientifiche

[1] Clin Pract. 2017 Sep 15; 7(4): 987. Published online 2017 Sep 15. doi:  10.4081/cp.2017.987 PMCID: PMC5641835 PMID: 29071061 Gut microbiota’s effect on mental health: The gut-brain axis Megan Clapp, Nadia Aurora, Lindsey Herrera, Manisha Bhatia, Emily Wilen, and Sarah Wakefield

[2] Savignac HM, Kiely B, Dinan TG, Cryan JF. Bifidobacteria exert strain-specific effects on stress-related behavior and physiology in BALB/c mice. Neurogastroent Motil 2014;26:1615-27

[3] Lyte M. Probiotics function mechanistically as delivery vehicles for neuroactive compounds: microbial endocrinology in the design and use of probiotics. Bioessays2011;33:574-81

[4] Dinan TG, Stanton C, Cryan JF. Psychobiotics: a novel class of psychotropic. Biol Psychiat2013;74:720-6.

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