25 settembre 2018
Aggiornato 03:00

Attenzione all’insonnia: può farti morire (prima)

Secondo alcuni studiosi, la carenza o la scarsa qualità del sonno incidono negativamente sulla nostra salute a tal punto da farci morire prima
L'insonnia fa morire precocemente
L'insonnia fa morire precocemente (Sndriano.cz | Shutterstock)

Per mantenerci in buona salute, ormai lo sappiamo da tempo, dobbiamo stare attenti a diversi fattori. Lo stile di vita, infatti, sembra avere un impatto decisamente maggiore rispetto ai nostri geni acquisiti al momento della nascita. Oltre a una sana alimentazione e all’abitudine quotidiana di svolgere sempre un po’ di attività fisica, dovremmo anche dormire bene, rispettando ritmi e orari corretti. Ma se, al contrario, soffriamo di problemi di insonnia potremmo anche incappare in disturbi molto seri e mettere a repentaglio la nostra salute. In alcuni casi, secondo gli esperti, si può persino arrivare alla morte. Ecco perché.

Di insonnia si può morire
«Non dormire a sufficienza o avere una cattiva qualità del sonno procura danni fino alla morte», sono queste le parole del Neurologo Piergiorgio Strata, il quale toccherà questo delicato argomento durante la conferenza Dormire forse sognare. Il medico è anche autore dell’omonimo libro, edito da Carocci Editore. L’evento si terrà proprio oggi a Roma, presso l’Accademia dei Lincei alle ore 17.

Sinapsi e sonno
«Durante i processi di apprendimento e memoria della veglia, le sinapsi aumentano di volume e il sonno è necessario per il loro restauro e per rimettere in moto i processi di apprendimento. Inoltre durante il sonno aumenta l’eliminazione dei prodotti del metabolismo proteico. La deprivazione di sonno è associata all’aumento delle proteine beta-amiloide e tau, che sono responsabili di malattie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer e il Parkinson», spiega Strata.

Se dormi poco rischi l’Alzheimer
Una recente studio, condotto dal National Institutes of Health di Bethesda (Maryland) e coordinato dal dottor Ehsan Shokri-Kojori, ha evidenziato come la scarsità di sonno può aumentare il rischio di Alzheimer. Per arrivare a tali conclusioni, i ricercatori hanno utilizzato un tracciante radioattivo che rilevasse l'accumulo del peptide beta-amiloide dopo due giorni di carenza di sonno. Durante una delle due notti, ai partecipanti è stato concesso un periodo di sonno riposante. Per l'altra notte, invece, sono stati privati ​​del sonno. Dalle scansioni effettuate con tecnologia PET (a emissione di positroni) si è potuto notare un «significativo aumento» del carico di beta-amiloide in due regioni cerebrali: l’ippocampo e il talamo. L'ippocampo gioca un ruolo chiave nella memoria, mentre il talamo agisce come un centro di ritrasmissione dei segnali nervosi motori e sensoriali.

Si può diventare obesi
Non solo l’insonnia, ma dormire poco – meno di 8 ore per notte – può provocare alterazioni metaboliche e obesità, specie nei bambini. A suggerirlo è uno studio condotto dalla Warwick University. Durante il lavoro scientifico, gli studiosi hanno scoperto che il rischio di aumentare di peso è del 58% più altro rispetto a chi dorme a sufficienza.

Bastano 5 giorni per subire danni al cervello
Un team internazionale formato dai ricercatori della University of Wisconsin-Madison e dall'Università Politecnica delle Marche (Ancona) ha dimostrato come soli 5 giorni di sonno ridotto possono provocare danni al cervello. Il motivo? La guaina protettiva che isola i nervi, la mielina, si assottiglia a causa di carenza di sonno. Bastano quindi pochi giorni senza adeguato riposo per lasciare segni sul cervello e danni strutturali a carico delle fibre nervose.

Le malattie del sonno
Secondo quanto è emerso dalla recente Giornata Mondiale del Sonno, negli ultimi 50 anni si è registrata una riduzione media di sonno giornaliera di circa 1,5-2 ore ed è in aumento il numero di persone che soffrono di insonnia (oltre il 45% della popolazione). Una riduzione di sonno cronica potrebbe mettere a rischio di incappare in obesità, diabete, ipercolesterolemia, depressione, infarto e ictus. Nei bambini si può manifestare un deficit nello sviluppo psicofisico, difficoltà di socializzazione e di alimentazione.

I consigli per dormire bene
«Mantenere un buono stato di vita e un'alimentazione corretta servono per prevenire i disagi del sonno legati al cambio d’orario o al cambio di stagione – spiega Camilla Pizzoni, Direttore Tecnico dell’Osservatorio PoolPharma Research – evitare l’utilizzo dello smartphone prima di addormentarsi è fondamentale perché, a causa della luce blu emanata dai dispositivi elettronici, non solo è causa di insonnia e malessere, ma può anche danneggiare la rielaborazione notturna della memoria. Al mattino è preferibile fare un’abbondante colazione con frutta e verdura. Mai abbuffarsi di carboidrati e dolci poiché porterebbe solo a cali degli zuccheri più frequenti. Nelle ore serali evitare di assumere alimenti che richiedono tempi di digestione molto lunghi come cibi ricchi di grassi oppure cibi in scatola o superalcolici e tutti gli alimenti eccitanti. Resistere al pisolino nella prima settimana dopo l’introduzione dell'ora legale perché una dormitina pomeridiana altererebbe il ciclo naturale del sonno. Fare una passeggiata anche solo intorno al luogo di lavoro in pausa pranzo o salire e scendere le scale. Questo potrebbe essere il vademecum per aumentare l'energia dell’organismo durante il giorno. ‘Educare’ quindi le fasi del sonno e riorganizzare le proprie abitudini in modo da non dormire meno di 7 ore a notte, come raccomandato anche dalla National Sleep Foundation», conclude Pizzoni.

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