Salute | Microbioma

Cancro: i batteri della nostra pelle potrebbero combatterlo

Un recente studio ha messo in evidenza come un particolare ceppo di stafilococco potrebbe combattere tutti i tipi di tumori cutanei

Il cancro potrebbe essere guarito grazie all'uso di batteri specifici
Il cancro potrebbe essere guarito grazie all'uso di batteri specifici (Shutterstock.com)

Un’altra interessante scoperta che riguarda il microbioma umano e il suo rapporto con la prevenzione e cura di malattie che interessano il genere umano. Questa volta, sotto i riflettori, ci sono i batteri della pelle, i quali sembrano essere strettamente correlati con la prevenzione di varie forme tumorali. A suggerirlo sono stati alcuni ricercatori dell'Università della California di San Diego.

Protezione contro il cancro
Il microbioma umano sembra essere direttamente correlato con la nostra salute generale. Alterazioni della popolazione batterica che alberga su tutto il nostro corpo potrebbero infatti portare a una grande moltitudine di patologie. Ma ce ne sono alcuni che potrebbero addirittura difenderci dal cancro. «Siccome ogni persona possiede molti ceppi diversi di stafilococco sul proprio corpo, abbiamo trovato che alcuni di essi posseggono geni 6-HAP su circa il 20 per cento della popolazione normale. Tuttavia, la rivelazione del fatto che questi esercitino un’attività anticancro è completamente nuova», spiega il dottor Richard Gallo, presidente del dipartimento di dermatologia dell'università.

Un nuovo modo di combattere il cancro?
Secondo quanto dichiarato dal dottor Gallo, i risultati ottenuti dallo studio potrebbero dar vita a un trattamento meno tossico per trattare il cancro. Anche se è ancora «presto per dirlo con certezza».

Stafilococco contro il cancro?
Gli scienziati hanno scoperto che un particolare ceppo batterico di stafilocco, denominato Staphylococcus epidermidis, è in grado di secernere una sostanza chimica in grado di combattere i batteri nocivi che causano pericolose infezioni. Ma non solo, pare che tali microorganismi – che fanno parte del nostro naturale microbioma – producano anche un composto anticancro specifico noto come 6-N-idrossaminopurina (6-HAP).

Attivo solo contro le cellule cancerose
Essendo che il batterio vive in simbiosi con il nostro organismo non altera in nessun modo le cellule umane. Queste ultime, infatti, sono grado di produrre enzimi che disattivano il 6-HAP. Cosa che, ovviamente, non sono in grado di fare le cellule cancerose. «Abbiamo identificato un ceppo di Staphylococcus epidermidis, comune sulla pelle umana sana, che esercita una capacità selettiva di inibire la crescita di alcuni tumori», continua Gallo. «Questo ceppo unico di batteri della pelle produce una sostanza chimica che uccide diversi tipi di cellule tumorali ma non sembra essere tossico per le cellule normali».

Lo studio
Dai risultati dello studio è emerso che oltre il 98% dei tumori della pelle – non melanoma – sono causati da un’alterazione del microbioma umano. Chi non aveva una buona quantità di questo particolare ceppo di stafilococco, infatti, aveva con probabilità altissime, sviluppato il cancro alla pelle. Per confermare la loro tesi, gli scienziati hanno eseguito una ricerca su modello animale, utilizzando topi con stafilococco epidermis e altri che non lo possedevano affatto. Ciò che però non sono stati in gradi di stabilire è se è proprio la mancanza del batterio a permettere la crescita del tessuto canceroso o meno.

I risultati
Dai risultati è emerso che i topi carenti di un particolare ceppo di Stafilococco epidermidis sulla loro pelle hanno avuto molti tumori dopo essere stati esposti parecchio tempo ai raggi ultravioletti (UV) cancerogeni. Al contrario, i piccoli roditori che lo possedevano in grande quantità non hanno sviluppato il cancro. Il 6-HAP è una molecola che danneggia la creazione del DNA, nota come sintesi del DNA, previene la diffusione di cellule tumorali trasformate e ha il potenziale per sopprimere lo sviluppo di tumori cutanei indotti da UV.

Test farmacologico
Alcuni topi hanno ricevuto iniezioni endovenose contenenti il 6-HAP, ogni 48 ore per circa due settimane. Nessuno di loro ha evidenziato effetti tossici apparenti. Tuttavia, quando sono state trapiantate in loro le cellule di melanoma, i risultati sono stati sorprendenti: la dimensione del loro tumore è stata soppressa di oltre il 50 per cento rispetto al gruppo di controllo. «C'è una crescente evidenza che il microbioma cutaneo è un elemento importante per la salute umana, infatti in precedenza abbiamo riportato che alcuni batteri sulla nostra pelle producono peptidi antimicrobici che difendono contro batteri patogeni come Staph aureus. Nel caso di S epidermidis, sembra che aggiunga anche uno strato di protezione contro alcune forme di cancro, ha detto Gallo.», continua Gallo. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi per capire come viene prodotto il 6-HAP, se può essere usato per la prevenzione del cancro o se la perdita di 6-HAP aumenta il rischio di cancro», conclude Gallo. Per ulteriori informazioni circa il ruolo che svolge il microbioma umano sulla nostra salute è possibile consultare il sito del National Institutes of Health.

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