21 novembre 2019
Aggiornato 04:00
Parodontite

Staminali dei denti, la nuova soluzione contro la parodontite?

Uno studio italiano è riuscito a dimostrare come sia possibile rigenerare i tessuti del cavo orale sfruttando le staminali dei denti

Staminali per curare la parodontite
Staminali per curare la parodontite Shutterstock

La parodontite è una malattia piuttosto diffusa. Checché se ne dica, infatti, i sintomi caratteristici dello stato precoce sono presenti in molte persone. Stiamo parlando delle gengive sanguinanti, spesso indice di una marcata infiammazione orale. La patologia, se non presa in tempo, può provocare seri danni a livello locale – come la perdita dei denti – o a livello sistemico aumentando il rischio di diabete, malattia cardiache e persino cancro. Ora, tuttavia, c’è una nuova speranza dalle staminali dei denti. Ecco di cosa si tratta.

Ricostruzione dei tessuti
Le cellule staminali che si trovano nei nostri denti potrebbero essere la soluzione per ricostruire i tessuti danneggiati dalla parodontite. Quando l’infezione causata dalla patologia è allo stadio più grave, infatti, si estende all’osso alveolare e al legamento paradontale – la struttura che si trova tra la radice del dente e l’osso.

Una tecnica poco invasiva
I tessuti potrebbero perciò essere ricostruiti per mezzo di una tecnica microchirurgica mini invasiva. Questi, per lo meno, sono i risultati ottenuti da uno studio pilota condotto su alcuni pazienti volontari. La ricerca è stata coordinata dal Prof. Mario Aimetti, Presidente della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia, insieme ai suoi collaboratori del Reparto di Parodontologia del CIR Dental School dell'Università di Torino.

Staminali malleabili
«Diversi lavori di biologia cellulare - spiega Aimetti ad Ansa - hanno confermato l'esistenza di staminali molto malleabili nella polpa del dente; di qui l'idea di utilizzare queste cellule per provare a ricostruire i tessuti parodontali danneggiati dalla parodontite». Per farlo si isolano le staminali della polpa di un dente che deve essere estratto dal paziente. Dopodiché le cellule vengono trattate in condizioni sterili con spugnette di collagene e si rinnestano nuovamente nei tessuti paradontali al fine di ricostruirli. Nei pazienti volontari i tessuti sono stati rigenerati spontaneamente dopo circa un anno.

Evidenze cliniche
«Evidenziamo clinicamente e con radiografie una rigenerazione dell'osso intorno ai denti. Naturalmente siamo ancora in una fase di studio iniziale con diversi aspetti da chiarire e attualmente stiamo svolgendo un'altra sperimentazione clinica su più pazienti. Cionondimeno, la bioingegneria tissutale è uno degli argomenti che si sta sviluppando per trovare soluzioni sempre più biocompatibili per rigenerare l'osso che circonda il dente e il legamento paradentale», conclude Aimetti. Lo studio è stato pubblicato sul The International Journal of Periodontics and Restorative Dentistry.

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