26 settembre 2022
Aggiornato 11:00
Cancro e microbiota

I batteri intestinali migliorano le possibilità di guarire dal cancro

Il cancro può essere debellato più efficacemente grazie ad alcuni tipi di batteri intestinali. Al contrario, se si utilizzano antibiotici si può compromettere per sempre la cura

Microbioma e immunoterapia
Microbioma e immunoterapia Foto: Shutterstock

Lo abbiamo visto in un precedente approfondimento: l’alterazione del microbioma intestinale potrebbe essere intimamente collegato con lo sviluppo del cancro. Ora altri studi sembrano confermare tale tesi, ma non solo: pare che assumere alcuni tipi di batteri potrebbe aiutarci a rendere la terapia contro il cancro molto più efficace. Ecco perché.

Microbioma e cura contro il cancro
Secondo una recente ricerca, pubblicata su Science, i batteri che compongono il nostro microbiota intestinale potrebbero migliorare l’efficacia dell’immunoterapia. Quest’ultima è una delle cure più innovative per la lotta contro il cancro che pare essere stimolata proprio da alcune specie batteriche.

L’impatto degli antibiotici
I ricercatori hanno anche valutato l’impatto degli antibiotici e i farmaci utilizzati nella lotta contro il cancro. In particolare si sono concentrati su quelli in grado di bloccare due proteine chiamate PD-1 e PD-L1: chi assumeva antibatterici mostrava un’efficacia terapeutica nei confronti del cancro decisamente ridotta.

Due studi
Per capire la relazione microbioma-terapia contro il cancro, su Science sono stati riportati due importanti studi. Uno di questi ha persino evidenziato che in alcuni pazienti (ma non in tutti) è possibile eliminare il cancro allo stadio terminale. Una delle due ricerche è stata condotta presso il Campus di Gustave Roussy di Parigi che ha preso in esame 249 pazienti affetti da cancro al polmone o al rene. Dai loro risultati è emerso che chi aveva assunto antibiotici – per esempio per le infezioni dentali – ha danneggiato il proprio microbioma rendendo l’organismo più vulnerabile alla crescita del cancro, nonostante l’immunoterapia.

Domande importanti
Tutto ciò «Solleva importanti domande: dobbiamo limitare o monitorare strettamente l'uso di antibiotici in questi pazienti? E possiamo effettivamente cambiare il microbioma per migliorare le risposte alla terapia?», si chiede», Jennifer Wargo dell'Università del Texas MD Anderson Cancer Center di Houston, e autore di uno degli studi.

L’importanza del Microbioma
I ricercatori ricordano che il microbioma è strettamente collegato allo stato generale di salute: da quello fisico a quello psicologico. Nel 2015, i ricercatori che hanno eseguito uno studio su modello animale hanno riferito che un particolare genere di batteri nell'intestino ha aumentato le risposte anti-tumorali a farmaci che avevano come target la proteina PD-L1 3.

Funzionano anche i trapianti fecali
Gli studiosi hanno evidenziato come le persone che avevano a disposizione una maggior varietà di batteri intestinali, rispondevano anche molto più velocemente all’immunoterapia. E non solo: la crescita tumorale è stata ridotta nei topi che hanno eseguito dei trapianti fecali, modificando così, il loro microbiota di base.

Migliore risposta grazie all’Akkermansia muciniphila
Il team di ricerca del secondo studio è riuscito a dimostrare come le persone che hanno ricevuto antibiotici per trattare alcuni tipi di infezioni – prima o dopo l’immunoterapia – non hanno risposto bene alle terapie. Al contrario, gli scienziati hanno evidenziato come la presenza di un particolare tipo di batterio denominato Akkermansia muciniphila è legato a una miglior efficacia dell’immunoterapia.

Lo studio sul melanoma
Un altro studio, condotto presso all'Università del Texas, ha esaminato il caso di 112 pazienti affetti da melanoma in stadio avanzato. I soggetti che riuscivano a rispondere in maniera positiva alla terapia erano quelli che avevano una varietà più ampia di microbioma intestinale. Tra le specie batteriche più utili nella cura contro il cancro si evidenziavano le Faecalibacterium e Clostridiales, mentre i Bacteroidales portavano a risultati negativi.

Batteri buoni e cattivi
Dai campioni di tessuti analizzati dai ricercatori è emerso che chi possedeva i batteri benefici aveva più cellule immunitarie che combattevano il cancro. Nello studio su modello animale, i topi con melanoma a cui era stato fatto il trapianto fecale con un mix di batteri buoni avevano una progressione tumorale decisamente più lenta. Gli antibiotici, quindi, potrebbero essere molto pericolosi nei pazienti affetti da cancro perché uccidono i microorganismi simbiotici essenziali a migliorare il trattamento del cancro. Il dottor Jennifer Wargo ha recentemente dichiarato alla BBC: «Se interrompete il microbioma di un paziente, potreste comprometterne la capacità di rispondere al trattamento del cancro. La nostra ipotesi è che se si cambia in un microbioma più favorevole, potresti essere in grado di far rispondere meglio i pazienti alle cure».