7 dicembre 2019
Aggiornato 13:00
Pasta e carboidrati

Carboidrati e pasta: 3 cose che accadono al tuo corpo quando li mangi

Tutto ciò che accade al nostro organismo quando mangiamo pasta e altri tipi di carboidrati. I consigli per consumarli senza avere effetti collaterali

Pasta e carboidrati
Pasta e carboidrati Shutterstock

Siamo soliti consumare elevate quantità di carboidrati nella nostra alimentazione. Un uomo adulto li aggiunge alla dieta – specie sotto forma di pasta – in una dose che può variare dal 30% al 60%. E gli effetti (positivi e negativi) sull’organismo sono molti. Ecco quali.

Creano dipendenza
Pasta e pane, se preparati con materie prime raffinate innalzano gli zuccheri nel sangue. Un recente studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition ha mostrato come questi sbalzi glicemici siano direttamente collegati con alcuni centri di dipendenza che si trovano nel nostro cervello. Il risultato? Desiderio continuo di carboidrati. Ma per ovviare al problema non è necessario eliminare i carboidrati. Meglio passare a quelli integrali che non hanno gli stessi effetti collaterali.

Aumentano la glicemia ma non insieme alle fibre
Tutti sappiamo che i carboidrati (zuccheri) aumentano la glicemia, il cui picco generalmente si presenta circa un’ora e mezzo dopo i pasti. Tuttavia, la pasta integrale essendo ricca di fibre ha un impatto decisamente ridotto sui livelli degli zuccheri nel sangue. Meglio ancora se subito dopo il primo aggiungi degli alimenti vegetali. Un altro escamotage è quello di consumare prima le proteine e poi i carboidrati. Secondo un recente studio, infatti, questo semplice accorgimento permetterebbe di ridurre i livelli di glicemia. Dai risultati ottenuti dagli scienziati che lo hanno misurato a 30, 60 e 120 minuti: si è evidenziata una riduzione del 29%, 37% e 17%, rispettivamente. In più, pare che mangiare prima gli alimenti proteici aumenti anche il senso di sazietà, e di, conseguenza, aiuti a dimagrire.

-          Sapevi che…?
L’utilizzo di carboidrati raffinati può aumentare il rischio di malattie cardiache e metaboliche. Lo ha asserito un recente studio pubblicato su PLoS ONE: farina bianca, pasta non integrale e prodotti industriali aumentano i livelli di alcuni acidi grassi collegati a diabete e malattie cardiovascolari. Ma se, al contrario, si utilizzano nella versione integrale si può ridurre il colesterolo, il rischio di obesità, ictus e diabete, secondo quanto suggerisce l’American Heart Association. Quindi sì ai carboidrati, ma solo integrali.

Se smetti ti si annebbia il cervello
Secondo alcuni esperti, ridurre i carboidrati non è sempre uno stratagemma benefico. Quando il corpo ha una riduzione di zuccheri, infatti, il metabolismo dei grassi viene temporaneamente modificato e si formano molti corpi chetonici. Questi sono particolarmente tossici per l’organismo e possono arrivare a bruciare la massa magra. Il risultato è un senso di stanchezza costante, vertigini, debolezza, confusione mentale e nausea.