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I carboidrati ti fanno ingrassare? Scoprilo con questo semplice test

Un test ideato da una genetista e facile da fare a casa propria. Ci aiuta a comprendere se i carboidrati sono davvero deleteri per la nostra salute e il peso corporeo

Il test del cracker per scoprire se i carboidrati ti fanno ingrassare
Il test del cracker per scoprire se i carboidrati ti fanno ingrassare (OncetimeLasttime | Shutterstock)

Ci sono persone che al solo sentir parlare di carboidrati hanno già la sensazione di aver qualche chiletto di troppo. La verità è che alcuni individui possiedono una costituzione che gli permette di mantenere sempre il peso ottimale nonostante mangino spesso questo genere di alimenti. E altri che, al contrario, prendono peso pur mangiandone in quantità minime. Tutto ciò accade perché ognuno di noi ha un differente modo di metabolizzare i cibi che vengono ingeriti. Proprio per questo motivo, una genetista ha ideato un semplice test – che chiunque può fare a casa propria – per capire se a noi i carboidrati possono creare o meno problemi in termini di linea. Ecco di cosa si tratta.

Quanto mangi?
Quanta invidia ci fanno quelle persone che si abbuffano continuamente e non mettono su neppure un chilo? Mentre altre mangiano solo una caramellina e lievitano più velocemente di un impasto della pizza. Il problema principale consiste nel fatto che ci sono molti fattori che determinano l’aumento di peso, tra questi anche quelli insospettabili come la mancanza di sonno e lo stress. E nella maggior parte dei casi non è necessariamente la quantità di alimenti che dobbiamo limitare, piuttosto quelli appartenenti a una determinata categoria.

Il vero nemico è lo zucchero?
Quando si parla di peso forma il nemico principale è rappresentato dallo zucchero semplice, ma al secondo posto troviamo anche grassi e carboidrati. Questi ultimi, però, non fanno necessariamente danni su tutte le persone. A parlarne è stato il dottor Xand van Tulleken durante la trasmissione The Truth About Carbs, in onda su BBC. Il medico è stato a lungo un amante dei carboidrati e vuole scoprire se questi componenti sono davvero dei killer come molti sostengono e sono anche i responsabili dei livelli record di obesità e diabete di tipo 2.

Non tutti i carboidrati sono uguali
Durante un’intervista al Mail Online l’esperto ha dichiarato che «non tutti i carboidrati sono uguali. Alcuni sono molto buoni per noi, mentre altri sono davvero molto cattivi e ci fanno accumulare peso, aumentare il rischio di diabete e persino minacciare la nostra fertilità», spiega Xand van Tulleken. «Imparare a mangiare i carboidrati in modo più intelligente mi ha aiutato a controllare più facilmente il mio peso. Come medico con una laurea in sanità pubblica, sono convinto che potrebbe portare benefici simili a milioni di cittadini britannici».

Il test del cracker
Grazie a recenti scoperte, il dottor Van Tulleken ha messo a punto un insolito test da fare facilmente a casa propria. È stato ribattezzato come il test del cracker e ha lo scopo di comprendere se è necessario (per te) adottare una dieta a basso contenuti di carboidrati o meno. Per metterlo in pratica ci vogliono davvero pochissimi minuti, bisogna «semplicemente masticare un cracker semplice fino a quando non cambia sapore fino a diventare piuttosto dolce».

Orologio alla mano
A quel punto, mentre si sgranocchia un cracker, bisogna fare solo una cosa: controllare attentamente la lancetta dei secondi del nostro orologio. «Se il gusto cambia in meno di 30 secondi, il tuo corpo probabilmente elabora i carboidrati in modo abbastanza efficace. Ma se il cracker non ha cambiato gusto dopo 30 secondi, allora dovresti seriamente prendere in considerazione una dieta a basso contenuto di carboidrati». Al contrario, «se noti la dolcezza da 0 a 14 secondi, il tuo corpo elabora efficientemente i carboidrati come energia - puoi consumare tranquillamente fino a 250g di carboidrati al giorno equivalenti a circa quattro fette di pane integrale.

L’ideazione del test
Nonostante il test sia stato mostrato durante la trasmissione della BBC dal dottor Van Tulleken, il vero ideatore del test è una genetista di nome Sharon Moalem. A suo avviso, un cambiamento lento del gusto evidenzia come il nostro organismo non sia in grado di metabolizzare correttamente i carboidrati. Questo porta a un aumento di peso non indifferente. La stessa ideatrice, tuttavia, non comprende ancora appieno quali meccanismi risiedano dietro questo tipo di fisiologia. Probabilmente il cambio del gusto è dovuto ai livelli di amilasi, un enzima presente nella saliva che scinde gli amidi in zuccheri. Ci sono individui che presentano quantità di amilasi 50 volte superiori rispetto agli altri, per questo motivo avvertono il gusto molto più zuccherino.

Zuccheri e prevenzione del cancro
Non tutti gli zuccheri, inoltre, sono dannosi per la nostra salute. La maggior parte dei carboidrati amidacei provenienti, per esempio, da patate e pane bianco, sono rapidamente digeribili. Tuttavia, il 5 percento di questi non lo sono totalmente e passano indenni dallo stomaco all’intestino. Questi fanno parte di quel gruppo di sostanze chiamate amidi resistenti. Si trovano in abbondanza nei legumi e cereali integrali e svolgono particolari benefici a livello intestinale perché nutrono i batteri che prevengono il cancro.

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