19 ottobre 2019
Aggiornato 17:00
Contaminazione da Sostanze Perfluoro Alchiliche

Pfas nell'acqua, Zaia ha chiesto a Gentiloni lo stato di emergenza

il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha chiesto formalmente la deliberazione dello Stato di Emergenza, con poteri che implicano la gestione della situazione in forma commissariale, per l'emergenza dell'acido perfluoroottansolfonico nell'acqua o PFAS

Acqua contaminata in Veneto
Acqua contaminata in Veneto Shutterstock

VENEZIA – Emergenza Acido perfluoroottansolfonico o PFAS nell’acqua. Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha inviato una propria lettera il 19 settembre 2017 al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, e ai ministri della Salute, Beatrice Lorenzin, e dell’Ambiente, Gianluca Galletti. La lettera è stata inviata il giorno successivo alla nota del Dipartimento Prevenzione del Ministero della Salute che respingeva la richiesta della Regione Veneto di fissare limiti nazionali per l'inquinamento da sostanze perfluoro alchiliche. Qui il presidente della Regione Veneto ha chiesto formalmente la deliberazione dello Stato di Emergenza, con poteri che implicano la gestione della situazione in forma commissariale.

Ha inoltre ribadito la richiesta di riduzione dei limiti a livello nazionale, e ha chiesto lo sblocco dei fondi statali (80 milioni di euro) necessari alla realizzazione di nuovi acquedotti che permettano di portare acqua di buona qualità nelle zone colpite.Il documento è stato reso noto oggi dallo stesso Governatore, all'indomani della decisione assunta, in totale autonomia, di ridurre i limiti di presenza dei Pfas nelle acque potabili del Veneto.
Nella lettera, il Presidente fa riferimento al ‘Documento di Sintesi Settembre 2016 - Giugno-Settembre 2017’ sulla ‘Contaminazione da Sostanze Perfluoro Alchiliche’, dal quale risulta di tutta evidenza «che la situazione che si è delineata dai dati recentemente acquisiti, può essere affrontata solo con mezzi e poteri straordinari». Ora si attende la risposta dei ministri.