19 dicembre 2018
Aggiornato 16:00

L’inquinamento dei veicoli diesel blocca la crescita dei polmoni nei bambini

Un recente studio, condotto da scienziati Londinesi, ha messo in evidenza il pericolo del diesel per i bambini esposti. Il danno sarebbe irreversibile

inquinamento e patologie polmonari nei bambini
inquinamento e patologie polmonari nei bambini (gorillaimage | Shutterstock)

E’ un momento davvero duro per i veicoli a diesel, dopo il blocco delle euro 3 in alcune regioni italiane, ora emergono nuovi studi che mettono in evidenza il pericolo – specie per i bambini – che si incorre quando si vive in ambienti dove circolano molte auto a gasolio. Il danno che questo carburante innescherebbe, infatti, non sarebbe più modificabile provocano lesioni che durano un’intera vita. Ecco i risultati ottenuti dai ricercatori della Queen Mary University.

Arresta la crescita dei polmoni
Uno sconcertante risultato quello ottenuto da alcuni scienziati londinesi che hanno voluto prendere in esame oltre 2.000 bambini di una scuola di Londra. Durante lo studio è stato valutato l’impatto dell’inquinamento provocato dalle vetture diesel nei confronti delle persone. Si tratta di un problema che coinvolge praticamente ogni paese, Italia compresa.

Bambini più vulnerabili
Si sa che il rischio maggiore lo corrono gli individui più deboli come i bambini, i quali sono molto più vulnerabili all’aria tossica e a qualsiasi fonte di inquinamento. La presenza di alti livelli di particolato, infatti, è stata associata a basso peso alla nascita, morte in culla, obesità e problemi di salute mentale. Rilevazioni eseguite recentemente a Londra hanno evidenziato come il problema smog sia molto più elevato di quanto si possa pensare. «Stiamo crescendo una generazione di bambini con ridotta capacità polmonare. Questo riflette un'industria automobilistica che ha ingannato il consumatore e il governo centrale, che continua a non agire con decisione per garantire che le città riducano il traffico. Il pubblico desidera una migliore qualità dell'aria, e ha ragione», commenta il professor Chris Griffiths, della Queen Mary University di Londra.

Capacità polmonare ridotta
Dagli esiti dello studio, si è potuto evidenziare come i bambini esposti a inquinamento da diesel avevano una capacità polmonare ridotta del 5%. «Se i tuoi polmoni sono già più piccoli di quanto dovrebbero essere quando entri nell'età adulta, allora durante la diminuzione fisiologica legata all'età sarai ad alto rischio di morte prematura o malattie polmonari», continua Griffiths.

Quando i governi non prendono provvedimenti…
Tutti noi ci lamentiamo quando le leggi ci impongono di limitare o, peggio, bloccare l’utilizzo della nostra auto in determinate zone. Tuttavia, quando i governi non agiscono in maniera risoluta, i rischi per il cittadino sono ben peggiori. «Questo nuovo studio rivela la terribile eredità dei successivi governi e della mancata azione su livelli illegali di inquinamento atmosferico», spiega l’avvocato ambientalista Andrea Lee. «Abbiamo bisogno che i ministri attuino misure di emergenza per contrastare l'inquinamento nelle scuole e negli asili e finanzino il passaggio a forme di trasporto più pulite, non ci laviamo le mani dal problema e lasciamo che il governo locale risolva».

Misure poco efficaci
Impedire ai camion di entrare in città, d’altro canto, sembra non aver ridotto per niente la situazione dei bambini. «È deludente che la LEZ [Low Emission Zone, nda] a Londra non abbia contribuito a migliorare la capacità polmonare dei bambini e dimostra che un approccio frammentario alla riduzione dell'inquinamento atmosferico non funziona», commenta Samantha Walker, di Asthma UK ricordando che i bambini non sono più riusciti a migliorare la loro condizione di salute. Ciò significa che il danno è stato irreversibile. E tale situzione, senza ombra di dubbio, si verifica anche in Italia: «I risultati dello studio si applicano a molte città. La qualità dell'aria a Londra è cattiva, ma è ugualmente cattiva in altre città britanniche e in tutto il resto dell’Europa, e ovviamente in India e Cina, dove è notoriamente cattiva», spiega Griffiths. Insomma, le misure adottate dai governi di tutto il mondo sembrano non essere servite a niente o a poco. È necessario intervenire con urgenza per evitare che i futuri adulti assistano a una morte precoce.