24 settembre 2021
Aggiornato 05:00
Mordo di Parkinson

Diagnosi di Parkinson: arriva l’orologio da polso

Un nuovo «orologio» diagnostica il Morbo di Parkinson in pochi secondi, con un’ottima capacità di discernimento dal tremore essenziale. La scoperta italiana

ROMA - Tremore essenziale o morbo di Parkinson? Questo è uno dei dilemmi più classici della medicina. Spesso, infatti, il medico si trova in difficoltà a diagnosticare una o l’altra patologia. In soccorso pare arrivare da un nuovo dispositivo realizzato nella nostra penisola dai ricercatori dell’Università Campus Bio-Medico di Roma in collaborazione con quella di Oxford. Si tratta di una sorta di orologio in grado di discernere tra morbo di Parkinson e tremore essenziale in tempi bravissimi. Al momento non esistono cure vere e proprie ma solo farmaci palliativi. Tuttavia, come sempre, agire d’anticipo può cambiare l’evolversi della malattia e migliorare la qualità della vita. Stiamo infatti parlando di un disturbo che – solo in Italia – colpisce qualche centinaio di migliaio di persone.

Bastano pochi secondi
Il punto di forza dell’»orologio» è quello di diagnosticare la patologia – o escluderla – nel giro di pochi secondi. La differenza tra tremore essenziale e morbo di Parkinson, sta nel fatto che la prima non si modifica con il tempo e quindi non peggiora con il passare degli anni. Il dispositivo, inoltre, sembra avere un’accuratezza davvero eccellente – secondo quanto riportato su Brain. «L’accuratezza raggiunta sfiora il 92 per cento», spiega Lazzaro Di Biase, neurologo del Campus Bio-Medico. Se si pensa che con i sistemi attuali l’errore diagnostico è pari al 40%, si evince la grande utilità che può avere questo dispositivo nella vita di molte persone. Questo accade perché le oscillazioni che si rilevano in caso di tremore essenziale o morbo di Parkinson sono molto simili e si aggirano tra i cinque e i dieci Hertz.

Costi ridotti e alta tecnologia
Altro pregio, non certo meno importante, è il suo costo contenuto. L’accelerometro che ne permette il funzionamento, infatti, non costa più di quindici euro. A permetterne una diagnosi così accurata c’è anche la sua tecnologia laser che registra la velocità di movimento e un algoritmo brevettato che predice in maniera totalmente automatica la diagnosi del paziente.

Le attuali terapie
Purtroppo, come accennato, non esistono al momento terapie efficaci contro il morbo di Parkinson. Vi sono però alcune scoperte che potrebbero migliorare la qualità della vita di molti pazienti. Una di queste è la stimolazione cerebrale profonda che riesce ad attenuarne la sintomatologia. Purtroppo però, niente ancora ne riduce il progresso degenerativo. D’altro canto alcune ricerche ritengono che la vera causa del Parkinson non risieda nel sistema nervoso, bensì nell’intestino.

Legumi contro il Parkinson
Un’interessante ricerca presentata a novembre 2016, ritiene che un particolare legume, chiamato Mucuna pruriens, può ridurre i sintomi della malattia di Parkinson grazie alla presenza di levodopa, una delle sostanze più usate nella terapia di questa patologia, e di cui il legume è ricco. La scoperta, di cui si è tanto parlato in un convegno organizzato dall’Associazione Italiana Parkinsoniani (AIP), ha evidenziato anche la quantità ottimale di Mucuna per alleviare i sintomi. Se somministrata in misura 5 volte superiore a quella normalmente impiegata nei farmaci, il legume migliora la capacità di muoversi in maniera superiore a quella di coloro che assumono i tradizionali farmaci. Inoltre, la Mucuna risulta essere efficace prima e più a lungo, senza effetti collaterali.