19 ottobre 2019
Aggiornato 16:00
Microbioma

Alterazione del microbioma e cancro: la parola all’esperto

Esiste un legame tra l’alterazione del microbioma e il rischio di cancro? Se sì quali potrebbero essere le norme di prevenzione? Risponde il dottor Carlo Maggio

Microbioma e cancro
Microbioma e cancro Shutterstock

Analizzando i vari studi scientifici condotti negli ultimi anni pare esserci uno stretto legame tra le malattie più comuni e l’alterazione del microbioma umano. Alcune ipotesi fanno pensare anche a un aumentato rischio di cancro. Ne abbiamo parlato ieri, riportando alcuni dei più autorevoli lavori scientifici. «L’articolo «Alterazione del microbioma e cancro: una possibile relazione», a cura di Stefania Del Principe, pubblicato su Diario Salute il 25/05/2017 è un esempio di quanto su Internet si possa trovare di pregevole e scientificamente inappuntabile», ha commentato il dottor Carlo Maggio, medico chirurgo specializzato in cardiologia, esperto in fitoterapia e nutrizione, direttore scientifico della società italiana di medicina funzione (SIMF) e del centro Salus Project.

Una proficua simbiosi
Quando si parla di batteri si pensa immediatamente a qualcosa di negativo. E se da un lato è vero che esistono microorganismi particolarmente nocivi per la nostra salute, dall’altra è anche vero che dentro di noi convivono specie batteriche essenziali alla vita. Esse hanno una peculiarità: vivono in stretta simbiosi con il nostro organismo. «L’attenzione di numerosi ricercatori è oggi focalizzata sullo studio di questa meravigliosa simbiosi che esiste fra noi e la flora che ospitiamo e, in particolare, quella intestinale – spiega il dottor Maggio – Sono innumerevoli le funzioni regolate dalla microflora intestinale e i campi di ricerca molteplici: dall’influenza sul comportamento all’insorgenza dell’obesità».

Disbiosi e tumori: quale relazione?
La medicina ha fatto passi da gigante negli ultimi decenni, nonostante ciò sono ancora molte le malattie che affliggono l’uomo moderno. Quasi come se esse stesse si evolvessero insieme a noi. «Le malattie del secolo nei Paesi industrializzati sono quelle croniche, fra cui: infarto, tumori, diabete e demenza, per citarne solamente alcune – continua il dottor Maggio – Ovviamente, su queste patologie è concentrata una gran messe di ricerche. L’alterazione della microflora intestinale, detta anche disbiosi, è correlata all’insorgenza di tumori secondo moltissimi autori. Non solo favorirebbe l’insorgenza di cancro del colon-retto e dello stomaco, ma anche di tumori in altre parti del corpo».

Sotto accusa infiammazione e stress ossidativo
«La disbiosi – spiega il dottor Maggio - è causata, per esempio, da un erroneo stile di vita, da farmaci o da alterazioni ormonali che promuoverebbero l’insorgenza di tumori tramite meccanismi come l’infiammazione cronica silente di basso grado, lo stress ossidativo o l’alterata funzione mitocondriale».

Un aiuto dalla medicina funzionale
«La possibilità di intervenire sul microbiota per ridurre il rischio d’insorgenza delle malattie croniche è di particolare interesse soprattutto per quelle branche della medicina che si occupano di prevenzione. La medicina funzionale studia le modalità di ripristino delle funzioni fisiologiche alterate, per evitare l’insorgenza della malattia. Uno degli aspetti fondamentali è proprio quello di ripristinare la normale flora microbica intestinale (eubiosi) principalmente con la nutrizione, con l’attività fisica, attraverso il benessere psicosociale e con l’integrazione di prodotti naturali, quali i nutraceutici e i fitoterapici», dichiara Maggio.

Colpa della dieta moderna?
Un tempo si mangiava poco, questo è innegabile. Ma si mangiava decisamente meglio. Le famiglie contadine avevano a disposizione alimenti appena colti – quindi ricchissimi di virtù nutrizionali – cresciuti al sole e, di conseguenza, pieni di vitamine. Non esistevano cibi ‘raffinati’ prima del Dopoguerra e, soprattutto, non c’era abuso a tavola. Perché oggi non solo si mangia male, ma si mangia anche troppo e in maniera costante senza offrire al nostro organismo la possibilità di metabolizzare correttamente il cibo. «Leggendo le linee guida della prevenzione tumorale pubblicate da importanti società scientifiche internazionali possiamo notare alcuni suggerimenti condivisi, quali la riduzione del consumo di alcuni alimenti (per esempio lo zucchero, le carni rosse e i cibi processati) e l’aumento di altri (come la frutta, la verdura e le noci). Queste raccomandazioni determinano anche un ripristino delle normali funzioni del microbiota che potrebbe essere elemento fondamentale per la prevenzione tumorale. Per finire potremmo esortare al rispetto e alla cura di questo patrimonio rappresentato da microorganismi più antichi della specie umana che ci hanno scelto per poter vivere insieme milioni di anni», conclude il dottor Carlo Maggio.