18 settembre 2021
Aggiornato 16:30
Infezioni pericolose

Ecco come la malattia di Lyme si diffonde in tutto il corpo

Una nuova ricerca svela come i batteri che causano la malattia di Lyme, portata dal morso di zecca, si muovono all’interno dei vasi sanguigni umani e si diffondono in tutto il corpo, cosa che era un mistero fino a oggi

TORONTO – Una ricerca canadese ha finalmente fatto luce sul mistero della malattia di Lyme. In particolare si è scoperto come i batteri portati dal morso di zecca si muovono all’interno dei vasi sanguigni umani e si diffondono in tutto il corpo, tra cui nel cuore, nelle articolazioni e nel sistema nervoso. Questo potrà portare a trattamenti precoci e più efficaci nel rallentare o prevenire la malattia.

Il morso di zecca
Sebbene si possa pensare che le zecche si trovino soltanto in determinati luoghi o ambienti, il morso di questo insetto è più frequente di quanto non si creda. A volte basta sfiorare uno stelo d’erba o venirne in contatto con un animale portatore. Una volta che si sia stati morsi o punti da una zecca, i batteri responsabili della malattia di Lyme viaggiano attraverso il flusso sanguigno, e da qui di possono diffondere nei vari organi. Tuttavia, come questo accadesse esattamente non era chiaro. Il nuovo studio pubblicato sulla rivista Cell ha permesso di scoprire cosa accade.

Abilità
Secondo quanto scoperto dalla dott.ssa Tara Moriarty e colleghi dell’Università di Toronto, i batteri Borrelia burgdorferi, che causano la malattia di Lyme, sono abili sia nel restare fissati alle pareti interne dei vasi sanguigni che muoversi al loro interno combattendo la corrente del sangue che scorre. Tutto questo, «è molto importante per capire come batteri si diffondono nel corpo attraverso il sistema cardiovascolare, e per lo sviluppo di metodi per bloccare la diffusione dei batteri», spiega la dott.ssa Moriarty.

Le prove dalla camera di flusso
Per questo studio, i ricercatori hanno sviluppato una cosiddetta ‘camera di flusso’ atta a simulare l’interno dei vasi sanguigni umani. In questo modo si è riusciti a modellare e monitorare come i batteri interagiscono con le parti interne dei vasi sanguigni. Le osservazioni da parte degli scienziati hanno portato a considerare che il batterio B. burgdorferi si muove all’interno dei vasi sanguigni un po’ come un bambino che oscilla appeso con le mani a una barra dei giochi che si trovano nei parchi (in inglese ‘monkey bars’), e che passa da una barra all’altra senza staccarsi mai del tutto, per non cadere a terra. Allo stesso modo, i batteri formano legami con la parete dei vasi sanguigni, e si spostano trasferendo la forza da un legame (la barra) all’altro, senza mai staccarsi del tutto dalla parete dei vasi sanguigni. I batteri rallentano ogni volta che formano un nuovo legame, e accelerano quando rompono un legame per passare all’altro, il che aiuta la transizione al legame successivo. Questo modello di movimento, spiegano i ricercatori, è molto simile al modo in cui i leucociti, le cellule immunitarie umane, si muovono all’interno dei vasi sanguigni.

Una proteina complice
Durante lo studio, i ricercatori hanno anche scoperto che c’è una proteina batterica chiamata BBK32, la quale aiuta a stabilizzare e rafforzare i legami tra i batteri e la parete dei vasi sanguigni. Per questo motivo, agire su questa proteina con i farmaci può contribuire a prevenire la diffusine dei batteri B. burgdorferi prima che giungano alle articolazioni, al cuore e al sistema nervoso. Allo stesso modo potrebbero risultare utili i farmaci contro le malattie autoimmuni, che agiscono sui leucociti.