19 ottobre 2019
Aggiornato 09:00
via sindrome del colon irritabile e infiammazione intestinale

Il rilassamento combatte 2 diffusi disturbi gastrointestinali

Uno nuovo studio suggerisce che il rilassamento è efficace nel ridurre i sintomi di due condizioni gastrointestinali come la sindrome da colon irritabile e la malattia infiammatoria intestinale

BOSTON – Per alleviare i sintomi della sindrome del colon irritabile (colite, o IBS) e della malattia infiammatoria intestinale (IBD) potrebbe bastare il rilassamento. Pratiche di gestione dello stress mente/corpo possono in certi casi essere una valida alternativa ai farmaci. Uno studio dimostra l’efficacia del rilassamento anche nel modificare l’espressione genica.

RELAX – Che rilassarsi faccia bene è risaputo, e non c’è bisogno di uno studio che ce lo dica. Però, sugli effetti del rilassamento su dei precisi disturbi, allora c’è bisogno di sperimentare e valutare. Ed è proprio ciò che hanno fatto i ricercatori dell’Istituto Benson-Henry al Massachusetts General Hospital (MGH) e del Beth Israel Deaconess Medical Center (BIDMC), che hanno trovato come questa pratica possa essere d’aiuto in chi soffre di disturbi gastrointestinali.

LA PRIMA VOLTA – Pubblicato su PLoS ONE, lo studio è il primo ad aver analizzato la risposta al rilassamento in questi disturbi e il primo a indagare sugli effetti genomici. «I nostri risultati suggeriscono interessanti possibilità per l’ulteriore sviluppo e l’attuazione di questo trattamento in un gruppo più ampio di pazienti affetti da malattie gastrointestinali – ha sottolineato Braden Kuo del MGH – Diversi studi hanno trovato che le tecniche di gestione dello stress e altri interventi psicologici possono aiutare i pazienti con IBS, almeno nel breve termine, e mentre le prove per gli IBD sono meno evidenti, alcuni studi hanno suggerito potenziali benefici. La novità del nostro studio è dimostrare l’impatto di un intervento mente/corpo sui geni che controllano i fattori infiammatori che sono noti per avere un ruolo importante nell’IBD e possibilmente nell’IBS».

OTTIMI RISULTATI – Per lo studio sono stati arruolati 48 pazienti con IBS e IBD, che hanno partecipato a un programma di gruppo di nove settimane focalizzato sulla riduzione dello stress, le capacità cognitive e i comportamenti benefici per la salute. I partecipanti sono stati valutati all’inizio, a metà e alla fine del programma, e poi tre settimane più tardi. Sono stati misurati i sintomi comuni a entrambi i disturbi, valutati l’ansia e il dolore, e gli effetti dei disturbi sulla qualità della vita. Sia nei pazienti con IBS che quelli con IBD, la partecipazione al programma mente/corpo si ritiene abbia significativamente migliorato i sintomi correlati alla malattia, l’ansia e la qualità complessiva della vita. E non solo alla fine del periodo di studio, ma anche tre settimane più tardi. Infine, sono state osservate variazioni di espressione in quasi 200 geni tra i partecipanti con IBS e più di 1.000 geni in quelli con IBD. Molti dei geni con espressione alterata sono noti per contribuire alla risposta allo stress e all’infiammazione.