19 giugno 2021
Aggiornato 04:00
Burger e patatine al posto delle bevande energetiche

Fast food meglio degli integratori sportivi

Un nuovo studio ha rivelato che il cibo da fast-food, o cosiddetto spazzatura, è altrettanto efficace degli integratori sportivi per il recupero dopo un’attività fisica

MONTANA – Gli scienziati pare ce l’abbiano con i prodotti energetici. Se per esempio le bevande energetiche sono state incolpate di essere causa, tra le altre cose, di infarto; gli integratori sportivi ora sarebbero addirittura meno efficaci che non un piatto di hamburger e patatine, dopo aver praticato dello sport o un’altra attività fisica. Se dunque si vuole recuperare dopo lo sport, invece di prendere un integratore basta passare al fast-food?

RECUPERARE – A sostenere i benefici nel recuperare il glicogeno dopo un’attività sportiva da parte del cibo da fast-food sono i ricercatori dell’Università del Montana (Usa). Per chi non lo sapesse, il glicogeno è un polisaccaride simile all’amido, o carboidrato complesso, che è anche una riserva energetica. Ecco perché molti integratori e bevande sportive mirano al recupero di questa fonte energetica, che in sostanza è glucosio. Bene, secondo quanto scoperto da questo studio, per recuperare il glicogeno perduto durante un allenamento non c’è bisogno di barrette, polveri o bevande energetiche, ma vanno bene anche hamburger e patatine.

MA IL CIBO SPAZZATURA…? – La domanda che potrebbe sorgere spontanea è: ma, proprio gli scienziati, non dicono tutti i giorni che il cibo spazzatura fa male? Sì, è proprio così. Ma, a detta del dott. Brent Ruby, dipende dalle quantità. Per esempio, in questo studio gli atleti coinvolti non hanno consumato grandi quantità di cibo spazzatura, ma quel tanto che bastava per recuperare le forze al pari di quanto avrebbero potuto fare con gli integratori. Altri risultati hanno poi mostrato che non vi erano differenze in termini di prestazioni a cronometro tra le due diete, cioè quella con hamburger e patatine e quella con gli integratori. Non vi erano differenze nei livelli di insulina e glicemia nel sangue e, infine, non vi erano differenze nei tassi di recupero del glicogeno. Lo studio completo è stato pubblicato sull’International Journal of Sport Nutrition and Exercise Metabolism.