19 gennaio 2020
Aggiornato 23:30
Un nuovo trattamento per combattere la leucemia potrebbe essere possibile

Scoperta dei ricercatori: il metadone può sconfiggere la leucemia

Secondo i ricercatori, il metadone potrebbe essere particolarmente utile per i pazienti il cui tumore non risponde più alla chemioterapia e alla radiazione

Un nuovo trattamento per combattere la leucemia potrebbe essere possibile. I ricercatori tedeschi affermano che il metadone, un agente che gli specialisti somministrano ai tossicomani per fare in modo che smettano di fare abuso di oppiacei, potrebbe uccidere le cellule leucemiche. I risultati dello studio sono stati recentemente pubblicati in Cancer Research, una rivista della American Association for Cancer Research.

Secondo i ricercatori, il metadone potrebbe essere particolarmente utile per i pazienti il cui tumore non risponde più alla chemioterapia e alla radiazione. L'uso del metadone è particolarmente benefico perché questo agente non ha effetti negativi sulle cellule non leucemiche.

«Il metadone uccide le cellule leucemiche sensibili ed interrompe la resistenza al trattamento, ma senza effetti tossici sulle cellule non leucemiche,» spiega la dott.essa Claudia Friesen dell'Istituto di medicina legale dell'Università di Ulm. «Si tratta di una scoperta importante perché se un trattamento convenzionale non riesce a curare un paziente, vecchio o giovane, non esistono altre opzioni.»

L'uso del metadone nella leucemia, e in particolare nelle linee di cellule T della leucemia linfoblastica e nelle linee cellulari della leucemia mieloide umana, è una novità nella ricerca sulla leucemia. La dott.essa Friesen, il senior author dello studio, e i suoi colleghi hanno testato il metadone nelle cellule leucemiche in coltura di laboratorio perché questo tumore esprime anche il recettore oppioide.

I risultati hanno mostrato che il metadone ha un effetto sorprendente sulle cellule leucemiche non resistenti, simile a quello che i trattamenti con chemioterapia e radiazioni hanno sui pazienti. Due risultati importanti dello studio sono stati il fatto che il metadone non ha avuto effetti sui linfociti del sangue periferico non leucemici, mentre le cellule leucemiche, resistenti a diverse chemioterapie e alla radiazione, sono state sconfitte.

In base alla ricerca, l'equipe afferma che il metadone attiva il meccanismo mitocondriale nelle cellule leucemiche. Ciò attiva a sua volta le caspasi (enzimi) che hanno un ruolo chiave nell'apoptosi (morte cellulare programmata).

I ricercatori affermano che, mentre il processo è simile per i farmaci chemioterapici, il metadone ha attivato le caspasi nelle cellule leucemiche sensibili ed ha portato ad un'attivazione delle caspasi maggiore nelle cellule leucemiche resistenti.

L'equipe ha inoltre affermato che le singole dosi di metadone usate per uccidere le cellule tumorali erano superiori rispetto alle dosi usate per il trattamento della dipendenza da oppiacei. Tuttavia, durante lo studio hanno scoperto che si può usare una bassa dose giornaliera di metadone per ottenere lo stesso effetto.

Per quanto riguarda gli effetti di dipendenza del metadone, la dott.essa Friesen ha affermato che la dipendenza da questo agente si può eliminare più semplicemente rispetto alla dipendenza dai veri oppiacei. «La dipendenza non dovrebbe essere un problema irrisolvibile se il metadone verrà usato come terapia anticancro,» ha spiegato.

Ha affermato anche che i ricercatori hanno iniziato a valutare il trattamento col metadone in modelli animali di leucemia umana. Ha anche aggiunto che il trattamento con metadone per altri tumori è possibile.

I ricercatori tedeschi hanno sviluppato il metadone negli anni '30. È un agente a basso costo che si può usare come sostituto degli oppiacei nel trattamento della dipendenza.