16 dicembre 2018
Aggiornato 04:30

Jenna ha pochi giorni di vita: i medici hanno scambiato una leucemia per un’infezione alle gengive

Una donna di 34 anni è fin di vita a causa di una diagnosi avvenuta in maniera tardiva. I medici la consideravano «ipocondriaca»

Medici scambiano una leucemia per una semplice infezione gengivale
Medici scambiano una leucemia per una semplice infezione gengivale (Photographee eu | Shutterstock)

Purtroppo le pagine dei giornali spesso sono piene di casi come questo, errori medici o malasanità. Ma niente è perduto, perché ci sono anche centina di interventi che ogni giorno salvano la vita a pazienti provenienti da ogni angolo del pianeta. D’altro canto, è importante tenere a mente episodi come quello che stiamo per raccontarvi per evitare di incappare in situazioni simili. Una donna, considerata quasi ipocondriaca, aveva in realtà la leucemia. Ma quando se ne sono accorti i medici era decisamente tardi.

L’episodio
Il caso di Jenna è molto particolare perché la povera paziente è incappata in medici piuttosto negligenti che non si sono accorti subito della sua grave malattia. La donna, infatti, non è stata presa sul serio quando ha eseguito diverse visite a causa di una strana infezione gengivale. «Ero tornata da poco da una vacanza a Bali, e ho avuto un’infezione gengivale che non andava via. Si stavano anche gonfiando alcune ghiandole e avevo degli strani grumi sotto le mie braccia, quindi ero preoccupata che potessi avere un cancro al seno. Ma quando andai dai medici, dissero che l'infezione delle gengive si era appena diffusa nei miei linfonodi», spiega la vittima, ora 34enne.

Ipocondria?
Jenna aveva fatto decine di visite da vari medici a causa di strani sintomi che si sono manifestati nei giorni successivi: lividi, grumi sotto le braccia, gengive infiammate e forti mal di testa. Tutti le dicevano che non aveva niente. «Mi hanno fatto sentire come se fossi un ipocondriaca», racconta Jenna. Dopo parecchio tempo, nel mese di luglio, la donna si recò nuovamente dal dentista. In quel momento accadde qualcosa di strano.

Salva grazie a un abito
Durante la visita dal dentista, il medico le osservò bene i polpacci: la donna indossava un vestito estivo. In tale zona aveva diversi lividi. E in quel momento, l’uomo sospettò si trattasse di qualcosa di grave. «Mi ha detto che voleva che prendessi un appuntamento quel giorno e che il mio medico lo chiamasse immediatamente per un confronto. Ho avuto quel dentista per anni, e non avevo mai avuto problemi con le mie gengive prima di quel momento. Stava prendendo la situazione molto sul serio e sapevo che avrei dovuto fare ciò che mi aveva detto».

Dieci minuti non bastano
Quando Jenna arrivò dal suo medico, lui gli disse che i sintomi che accusavano erano troppi per una semplice consultazione da dieci minuti. Ha quindi detto che era necessario eseguire dei test ma sarebbe stato impossibile farlo prima di due settimane. Inoltre, il medico si è rifiutato di mettersi in contatto con il suo dentista.

Esami urgenti
La mamma di Jenna era stata, a sua volta, presa recentemente in esame a causa di un sospetto cancro e sapeva a chi rivolgersi per ottenere una diagnosi piuttosto veloce. Fu così che Jenna si recò presso il BMI Priory Hospital. Poche ore dopo, il laboratorio inviò i risultati al suo medico generico. I risultati del sangue apparivano molto irregolari. Non passò tanto tempo da quando ricevette l’infausta diagnosi: leucemia mieloide acuta. Una forma particolarmente aggressiva di cancro. «Mi hanno detto che se non avessi iniziato la chemioterapia entro pochi giorni, avrei potuto morire in meno di una settimana. Ma nonostante la diagnosi fosse avvenuta in un ospedale, due settimane e mezzo dopo ho ricevuto una telefonata dall'ambulatorio medico che diceva che non potevano più fare il mio esame del sangue, visto che l'infermiera era malata. Non c’era alcun dubbio sul fatto che sarei morta se non avessi fatto quell'analisi del sangue in privato», racconta Jenna.

La chemioterapia
Per ben sette mesi, la povera donna fu costretta a subire round estenuanti di chemio presso il Queen Elizabeth Hospital. Fu anche costretta a stare in totale isolamento a causa di un fortissimo indebolimento immunitario. Da quel momento sono passati 18 mesi e per fortuna il cancro sembra essere in remissione. Ma non è ancora finita qui: dovrà sottoporsi a dolorose biopsie del midollo ogni tre mesi.

Il rischio della negligenza
«Ciò è accaduto è sia terrificante che ingiusto, in egual misura. Non può essere giusto che l'unica ragione per cui sono qui ora è che ho l'assistenza sanitaria privata che ricevo dal mio datore di lavoro. Il dottore non ha visto i segni della leucemia mentre il mio dentista lo ha fatto. Ho visto questo nelle notizie recenti, con la moglie di Simon Thomas e anche una giovane donna delle Midlands, entrambi avevano una storia simile alla mia. Non penso che questa sia una pura coincidenza, quindi dobbiamo fare in modo che non accada più», spiega Jenna.

Sintomi atipici
Secondo Jenna il problema principale risiede nel fatto che i tumori non solidi sono più difficile da diagnosticare. «Nel mio caso si trattava di lividi significativi, mal di testa molto forti, sudorazioni notturne, infezioni ricorrenti, in particolare un'infezione delle gengive e gonfiore delle ghiandole. «Il mio medico non ha individuato i segni o condiviso le mie preoccupazioni, ma sapevo che c'era qualcosa di sbagliato e così persistente che avevo bisogno di un esame del sangue, che dovevo avere in privato a causa della lunga attesa del sistema sanitario, e anche quell'appuntamento è stato cancellato. Mi terrorizza pensare a quanti altri pazienti ci sono in una posizione simile a me in questo momento e chi non ha i mezzi per cercare assistenza sanitaria privata. Ecco perché sono così desiderosa di condividere la mia storia nella speranza che i sintomi del cancro del sangue siano più ampiamente conosciuti», conclude la donna al The Sun.