26 settembre 2022
Aggiornato 23:30
Partito Democratico

Enrico Letta: «Prezzi amministrati per l'energia, è emergenza nazionale»

Il Segretario del PD: «E' il tema principale della campagna elettorale, altrimenti ci troveremo con le aziende chiuse, disoccupazione e perdita di competitività. Liste? Ho respinto i ricatti, chi vuole andare via lo faccia»

Il Segretario del PD, Enrico Letta
Il Segretario del PD, Enrico Letta Foto: Agenzia Fotogramma

Una proposta in 5 punti per affrontare l'emergenza dell'aumento dei costi dell'energia: l'ha illustrata il segretario del Partito democratico, Enrico Letta, ospite di Radio 24. «E' il tema principale della campagna elettorale, altrimenti ci troveremo con le aziende chiuse, disoccupazione e perdita di competitività».

«Uno: mettere - ha spiegato - a livello nazionale un tetto al prezzo dell'energia in Italia, introdurre un regime di prezzi amministrati con il disallineamento tra i prezzi del gas e delle rinnovabili. Consentirà a imprese e famiglie di avere un prezzo calmierato e non soffrire per questi aumenti. Due: nuovo contratto 'luce sociale' per piccole e medie imprese e famiglie. Tre: raddoppio dell'intensità del credito d'imposta per compensare gli extra costi per le imprese, i prezzi amministrati hanno effetto in futuro, il problema sono gli extra costi arrivati adesso. Quattro: piano nazionale per il risparmio energetico, perché arriva un inverno molto complicato. Cinque: continuare con queste politiche per arrivare a un tetto europeo sul prezzo del gas e per l'incentivazione degli impianti di energie rinnovabili. Questa - ha concluso Letta - è la vera emergenza nazionale del nostro Paese, giusto che entri in campagna elettorale».

Alla richiesta di precisare il significato del piano di risparmio energetico, se possa comportare un razionamento generalizzato, «per esempio - ha replicato il leader del Pd - c'è tutto il tema degli edifici pubblici, della spesa pubblica in materia di energia, abbisogna di un intervento che consenta di abbassare queste spese».

«Noi unico grande partito fedele a Draghi»

«Io sono convinto che convinceremo gli elettori a votare per noi, per un governo progressista, europeista e democratico, per un lavoro in continuità con quello fatto da Draghi in questi anni. Noi siamo l'unico grande partito che lo ha sempre sostenuto, non lo ha tradito».

Quanto all'ipotesi di una riapertura del dialogo con il M5S, «è ovvio - ha commentato - che parliamo più facilmente con Calenda e Conte che con Salvini e Meloni, ma il 25 settembre si vota, si vota con questa legge: siamo l'unica proposta politica in grado di contrastare le destre, con questa legge elettorale. Solo votando per noi - ha concluso Letta - si riesce ad avere un'alternativa alle destre».

«Con Berlusconi-Tremonti-Meloni Italia rischia bancarotta»

Enrico Letta pubblica su Twitter un grafico per mettere in dubbio la capacità del centrodestra di governare il Paese. Nell'immagine sono riassunti alcuni dati economici che risalgono alla stagione 2008-2011, quella dell'ultimo governo guidato da Silvio Berlusconi. «Di quel governo - scrive il segretario del Pd - facevano parte Berlusconi, Tremonti e Meloni. In 3 anni l'Italia finì sull'orlo della bancarotta. Si dimisero. Ecco i dati. Drammatici. E dietro le cifre ci sono centinaia di magliaia di disoccupati e di aziende che chiusero. Ci vollero anni di sacrifici per risalire», conclude Letta.

«Liste? Ho respinto i ricatti, chi vuole andare via lo faccia»

«Io sapevo benissimo che era molto difficile, è la prima volta che si vota con una riduzione del numero dei parlamentari, con un terzo seggi in meno». Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, commentando gli addii e le polemiche nel suo partito a seguito delle scelte del vertice sulla composizione delle liste e sulle candidature nei collegi uninominali. «Ho ricevuto molte richieste dai territori, 'candida questo altrimenti se ne va con la destra o il terzo polo': per me chi intende candidarsi con un ricatto di questo genere può andare direttamente dall'altra parte», ha aggiunto.

«Salvini? Non mi infilo nella polemica sui confronti tv»

«Tutta questa polemica sui confronti si inizia nel modo sbagliato, non mancherà nessuna possibilità per gli italiani di capire le differenze. Non mi infilo dentro questa polemica». Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, commentando poi la disponibilità espressa da Matteo Salvini, leader della Lega, a un faccia a faccia con lui, a seguito delle polemiche suscitate dall'annuncio del confronto a due fra lo stesso Letta e la leader di FdI Giorgia Meloni, in programma su Rai Uno il 22 settembre.

«Indecente il video di Meloni su uno stupro»

«Faccio appello a tutti: stiamo nei limiti della decenza, il video postato da Giorgia Meloni su uno stupro è indecente. Il rispetto delle persone viene davanti a tutto».