26 giugno 2022
Aggiornato 20:00
MoVimento 5 Stelle

Giuseppe Conte sulle amministrative: «Incapaci d'intercettare la sofferenza, M5s riparte con umiltà»

Il leader 5 Stelle: «Siamo nel pieno di una fase di rilancio che avrebbe ora dovuto accelerare ed entrare nella fase 2 di costruzione di una presenza stabile e organica del movimento sui territori ma siamo in ritardo»

Il leader del MoVimento 5 Stelle, Giuseppe Conte
Il leader del MoVimento 5 Stelle, Giuseppe Conte Foto: Palazzo Chigi

Il M5S è risultato «incapace» di «intercettare» le domande che arrivano dai Comuni anche a causa dei «ritardi» nel percorso di rilancio del Movimento che ancora «non riesce a stare sui territori». Così il leader Giuseppe Conte, in conferenza stampa, commentando il risultato delle amministrative.

«Sapere che c'è questo forte astensionismo, persone che non trovano una soluzione ai problemi di tutti giorni nella nostra azione, non mi fa piacere e mi preoccupa come cittadino. Evidentemente - ha aggiunto - non riusciamo a condividere le difficoltà delle famiglie e questo risponde al dato oggettivo che il M5S non riesce a stare sui territori».

«Siamo nel pieno di una fase di rilancio che avrebbe ora dovuto accelerare ed entrare nella fase 2 di costruzione di una presenza stabile e organica del movimento sui territori ma siamo in ritardo e non abbiamo costituito i gruppi territoriali e non abbiamo quindi ancora gli strumenti efficaci per far sentire la nostra presenza e vicinanza ai cittadini», ha proseguito.

Il motivo? «Questo è dovuto anche alle vicende in parte esogene e indogene perché alcuni passaggi come la vicenda del tribunale di Napoli che ha rallentato il percorso», ha sottolineato.

«Mi rivolgo alla comunità degli iscritti: vi posso assicurare che siamo determinati più che mai nel portare a compimento questa fase di completamento dell'azione politica del M5s e dell'organizzazione interna anche per quel che riguarda le articolazioni territoriali. Dobbiamo ripartire con umiltà, rimboccarci le maniche e reagire con la forza dei nostri principi e valori», ha detto ancora.

Con il Paese in una situazione «davvero drammatica», ha poi tenuto a sottolineare, «sarebbe folle abbandonare il reddito di cittadinanza, folle consentire paghe da fame e occorre un salario minimo, è il momento per concentrare l'extragettito con un intervento di taglio di cuneo fiscale per reagire all'impoverimento che riguarda anche il ceto medio con l'inflazione galoppante, il caro-bollette, la congiuntura economica, la guerra in Ucraina, la Bce che ha aumentato i tassi di interesse che non mi ha fatto esaltare perché anche il ceto medio avrà un impatto sui mutui e si ritroverà in difficoltà economiche, l'incremento dello spread».