24 maggio 2022
Aggiornato 06:00
Guerra in Ucraina

Matteo Salvini: «Sono contro l'invio di bombe e militari. Putin? L'ho incontrato una volta nel 2014»

Il leader della Lega: «bisogna costringere i due soggetti, uno che ha ragione e si sta difendendo eroicamente e uno che ha torto e che scatenato un conflitto di cui nessuno sentiva la mancanza, a sedersi intorno a un tavolo»

Il leader della Lega, Matteo Salvini
Il leader della Lega, Matteo Salvini Foto: ANSA

«Isolare qualcuno non funziona per questo sono contro l'invio di militari, contro l'invio di bombe e di missile e bisogna costringere i due soggetti, uno che ha ragione e si sta difendendo eroicamente e uno che ha torto e che scatenato un conflitto di cui nessuno sentiva la mancanza, a sedersi intorno a un tavolo. Pensate se fosse Roma a ospitare l'incontro, Roma città di pace». Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, intervenuto a Mezz'ora in più.

«Europa non distribuisca armi letali ma dialogo»

«Sono un tifoso dell'introduzione del servizio militare e civile ma all'Europa non chiedo di distribuire armi letali ai confini con la Russia ma di perseguire la via del Santo Padre: confronto, dialogo diplomazia, sanzioni e non armi letali». «Preferisco parlare di corridoi umanitari e non voglio che la risposta dell'Italia e dell'Europa culla di civiltà sia distribuisca armi letali e non in mio nome».

«L'Europa ha interesse ha intrattenere buone relazioni con la Russia che ora è in Libia. Se mai il problema è dall'altra parte è il regime cinese. La Cina diventerà la prima potenza del mondo. La Nato è una alleanza difensiva e non può essere una alleanza offensiva», ha detto Salvini.

«Putin? L'ho incontrato una volta nel 2014»

«Putin l'ho incontrato una volta nel 2014. Putin ha approfittato di un Occidente diviso impaurito e in fuga come nell'estate scorsa con la fuga sciagurata dall'Afghanistan. Se l'Occidente scappa e abbandona i suoi diritti e abbandona la difesa della vita chi è abituato a usare la forza è incentivato a usare la forza. L'occidente che rinnega i suoi valori apre uno spazio a chi usa la forza».

«Con Putin uomo di governo hanno lavorato tutti»

«Un conto è avere rispetto per la Russia, per la storia e la cultura della Russia, un conto è tutelare le imprese italiane, gli agricoltori italiani, che fanno scambi commerciali e culturali con la Russia che è una grande terrà di civiltà, un conto è difendere chi scatena una guerra. Con Putin come uomo di governo di importanza mondiale hanno lavorato tutti, Prodi, Berlusconi, la Merkel, i presidenti americani, l'Unione europea, Enrico Letta ma è giusto è ovvio».

«Io ho sempre ritenuto che occorresse dialogare e ragionare con la Russia per evitare di regalarla alla sfera di influenza cinese che si avvicina per identità, cultura e storia. La Russia adora l'Italia, la cultura italiana, l'arte italiana. Le passate sanzioni contro la Russia non risolsero alcun problema. Poi quando però c'è una guerra, fermi tutti», ha aggiunto Salvini. «Chi scatena una guerra - ha concluso - non ha mai ragione».

«Notizia colloqui con Russia è straordinaria»

«Innanzi tutto credo fermamente nella pace anche in momenti drammatici come questi. É una notizia straordinaria che Ucraina e Russia tornano al negoziato. La diplomazia al posto dei missili. La Russia ha scatenato una guerra per motivi che non ho la più pallida idea ma la guerra va fermata. Lo dice il Papa, non chiudiamo il negoziato, torniamo a negoziare. Credo nella pace. Gli Ucraini stanno resistendo eroicamente. Se l'avanzata russa si è arrestata penso sia l'unica soluzione per evitare il disastro planetario».

«Sanzioni? Per fermare guerra ogni mezzo è lecito»

«Se bisogna fermare una guerra ogni mezzo, che non sia un'altra guerra è lecito: le sanzioni, al diplomazia, la preghiera. Ovviamente le sanzioni che vadano a colpire coloro che stanno scatenando il conflitto, i miliardari, gli oligarchi, i politici, i ministri gli uomini di guerra, non la povera gente in Russia o in Italia».

«Va benissimo un intervento che provi a bloccare questo disastro di sangue senza farci del male da soli e questo ci serva di lezione che a furia di dire dei no a tutto, e no a Tap, e no alla Tav, e no al nucleare, e no al metano e no alle infrastrutture poi ci ritroviamo con il fiammifero in mano», ha aggiunto Salvini.