25 maggio 2022
Aggiornato 02:30
Elezioni Quirinale

Draghi «resta» in panchina, rosa di nomi del centrodestra. Casellati non c'è ma è in pista

Nel centrodestra si dicono convinti che con lei al Quirinale, oltre a essere la prima donna presidente, il Governo Draghi potrebbe andare avanti

La Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati
La Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati Foto: ANSA

Dopo la giornata (ieri) di Mario Draghi, oggi sono stati i partiti i protagonisti del secondo giorno di votazioni per il Quirinale, con il premier rimasto «in panchina».

Il centrodestra, come annunciato, ha presentato la sua «rosa» di nomi da proporre alle forze politiche: Marcello Pera, Letizia Moratti e Carlo Nordio. «I nostri non sono candidati di bandiera, sono nomi di altissimo profilo», ha assicurato il leader della Lega Matteo Salvini. Resta coperta, al momento, la carta della presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. Che resta però in pista. Nel centrodestra si dicono convinti che con lei al Quirinale, oltre a essere la prima donna presidente, il Governo Draghi potrebbe andare avanti. E che la poltrona di presidente del Senato che libererebbe potrebbe favorire la convergenza di Cinque Stelle - che già l'hanno votata come presidente di palazzo Madama- e anche di Matteo Renzi.

Da parte sua il Movimento 5 stelle oggi ha ribadito il suo «no» al presidente del Consiglio. «Se abbiamo affidato a un timoniere una nave in difficoltà non ci sono le condizioni per fermare i motori, cambiare equipaggio e chiedere al timoniere un nuovo incarico. La nave è ancora in difficoltà», ha detto il leader Giuseppe Conte. La convinzione del Movimento (o meglio, di una parte dei pentastellati, l'area meno governista), spiega una fonte interna, è che «il presidente del Consiglio fa dire ai suoi che se non va al Quirinale si va a votare, ma non è vero, è un bluff. E anche se non ci fosse lui un governo si farebbe lo stesso». Però, assicurano parlamentari vicini al premier, «Draghi non ha intenzione di rimanere a Palazzo Chigi, se non va al Quirinale lo scenario è che si va a votare». E comunque, osservano, «il Movimento 5 stelle è spaccato, nessuno lo controlla».

Anche il centrosinistra, impegnato nel pomeriggio in una nuova riunione, secondo quanto si apprende, potrebbe proporre una rosa alternativa di nomi. Ma la convinzione comune, nei capannelli che si formano in Transatlantico, è che le proposte di entrambe le parti siano destinate ad essere bruciate. E a quel punto (giovedì) potrebbe uscire fuori il nome della Casellati, che potrebbe essere capace di disarticolare l'asse Pd-M5s e conquistare voti fuori dal centrodestra. Se fosse eletta cosa farebbe Draghi? Resterebbe o no a Palazzo Chigi? «Sulla Casellati - sottolinea un parlamentare Dem - rischiamo molto: potrebbe passare. Da parte sua il centrodestra cosa rischierebbe? Se anche si andasse al voto, con questa legge elettorale, potrebbero avere la maggioranza e ci ritroveremmo con un governo e un presidente della Repubblica di centrodestra».