26 giugno 2022
Aggiornato 16:30
Corsa Quirinale

Quirinale, trattativa sui nomi in alto mare

Il primo scrutinio per l'elezione del tredicesimo presidente della Repubblica inizia al buio, con la trattativa verso un nome condiviso in altissimo mare e, stando alle affermazioni dei partiti, una valanga di schede bianche

Il Presidente della Camera, Roberto Fico
Il Presidente della Camera, Roberto Fico Foto: ANSA

Il primo scrutinio per l'elezione del tredicesimo presidente della Repubblica inizia al buio, con la trattativa verso un nome condiviso in altissimo mare e, stando alle affermazioni dei partiti, una valanga di schede bianche. Secondo molti parlamentari di entrambi gli schieramenti fino a mercoledì «nessun nodo verrà sciolto» e solo giovedì, con la quarta votazione, per cui basta la maggioranza assoluta, 505 voti, si capirà che verso prenderà la partita.

Intanto, fatto centrale della giornata, il colloquio, che non sarebbe avvenuto a Palazzo Chigi, tra Matteo Salvini e il premier Mario Draghi. E si sa che il leader della Lega vedrà anche il segretario Pd Enrico Letta ma anche quello M5s Giuseppe Conte.

Gli unici ad avere un nome e a votarlo oggi, «offrendolo» come «profilo perfetto» per il Colle, sono i neo federati Azione-Più Europa che voteranno la ministra della Giustizia Marta Cartabia. E poi c'è la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni che alla rosa dei nomi in auge nel centrodestra aggiunge quello di Carlo Nordio «per rendere più agevole la convergenza di altre aree politiche qualora non ci fosse da parte della sinistra un atteggiamento strumentale». Senza escludere, beninteso, «altre personalità» che rispondano ai requisiti richiesti dal centrodestra.

Rallenta il tam tam su Franco Frattini

Tutti gli altri nomi - a cominciare dal «nodo Draghi» - restano coperti ma alcuni lo sono più di altri. Da parte del centrodestra circolano quelli di Elisabetta Alberti Casellati, Marcello Pera, Letizia Moratti, la stessa Cartabia. Si rallenta il tam tam su quelli di Franco Frattini, Giuliano Amato e Pier Ferdinando Casini e chissà che segno è. I bookmaker vedono in crescita l'ex presidente della Camera, ad esempio, mentre lui si dice «sereno» e ribadisce, in una conversazione con la cronaca di Bologna del Resto del Carlino, «la centralità del Parlamento».

Il coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani intanto, dopo il passo indietro di Berlusconi, ha annunciato che oggi pomeriggio «proponiamo con Salvini e Meloni di votare scheda bianca» e poi «proporremo una rosa di nomi del centrodestra». Cruciale nel pomeriggio l'incontro tra il segretario del Pd Enrico Letta e il segretario della Lega Matteo Salvini, che poi vedrà anche il leader del Movimento Cinquestelle.

Il centrosinistra «preserva» Andrea Riccardi

Nel centrosinistra Pd, Movimento Cinquestelle e Leu confermano la scheda bianca alla prima votazione con l'intenzione di preservare la candidatura di Andrea Riccardi considerata «da tutti» come «ideale» per il Quirinale. La linea, spiegano fonti del Nazareno, è quella di una «vera apertura al dialogo con il centrodestra». Anche Matteo Renzi stamani ha riunito i grandi elettori di Italia Viva ed è emerso l'intento di votare scheda bianca oggi. Per Iv il centrodestra al momento è «più preoccupato dalla propria unità che dai nomi» spendibili per il Quirinale mentre il centrosinistra rischia di «correre dietro» al Movimento Cinquestelle.

Intanto oggi voteranno 1008 grandi elettori e non 1009 per la scomparsa, ieri, del deputato campano di Forza Italia Vincenzo Fasano che sarà sostituito a stretto giro dalla collega Maria Rosa Sessa: servirà però una seduta ad hoc per proclamarla, una eventualità che in dodici elezioni di presidenti della Repubblica non era mai accaduta. Lo scrutinio e lo spoglio durerà sei ore e ci sarà una modalità 'anti-tracciamento': il presidente della Camera Roberto Fico leggerà il nome del candidato votato solo nel caso la lettura del cognome non attribuisca un voto inequivocabile.