22 settembre 2021
Aggiornato 23:00
MoVimento 5 Stelle

Di Maio: «Con Conte coalizione larga e si governa ancora»

Il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio: «Con il nuovo statuto M5S protagonista strutturale della politica italiana. Dopo questa pandemia le persone non ascoltano più gli slogan dei politici»

Giuseppe Conte e Luigi Di Maio
Giuseppe Conte e Luigi Di Maio ANSA

Con l'approvazione del nuovo statuto ad agosto il Movimento 5 stelle vivrà una «rivoluzione copernicana» che lo «farà essere un protagonista strutturale della scena politica italiana». Secondo il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, «il processo legato a Giuseppe Conte ci consentirà di allargare questa coalizione e di governare ancora questo Paese insieme».

«Credo che adesso il nuovo statuto che si voterà nella prima settimana di agosto e la successiva, immediata, elezione di Giuseppe Conte a presidente M5s, sarà una rivoluzione copernicana - ha detto Di Maio, durante un dibattito alla festa di Articolo Uno a Bologna -. La prima cosa è che lo farà essere un protagonista strutturale della scena politica italiana e non più una forza che è stata considerata negli anni il raccoglitore della rabbia sociale, che poi incanalavano sempre in azioni istituzionali e democratiche. Credo che adesso possa diventare una forza politica strutturale di questo Paese e con un atteggiamento che è quello di Giuseppe Conte, che abbiamo conosciuto al governo».

«E' necessario fare una netta divisione tra le posizioni irragionevoli e quelle ragionevoli - ha aggiunto -. Non credo sia irragionevole discutere riforma giustizia e dire che va migliorata, lo dicono i magistrati e lo diciamo anche noi. E' irragionevole se vogliamo fare una battaglia ideologica per cui le riforme di tutti gli altri non sono buone e l'unica migliore è la nostra. Questo è un salto che stiamo facendo in questa fase storica, non so come andrà. Ma sono fiducioso. Io ho sostenuto questo processo di mediazione tra Grillo e Conte e io credo che il processo legato a Giuseppe Conte nel M5s ci consentirà di allargare questa coalizione e di governare ancora questo Paese insieme».

«Persone non ascoltano più gli slogan dei politici»

«Tutto il mondo sta chiedendo di farsi governare da persone serie», a maggior ragione dopo la pandemia: le persone «non vogliamo più sentire gli slogan dai politici. La pandemia ha cambiato sia la domanda politica che l'offerta politica - ha detto Di Maio -. Tutto il mondo sta chiedendo di farsi governare da persone serie, che almeno sappiano quello che dicono e quello che fanno. Non so quanto ci vorrà e non so neanche se io faccio parte di questa categoria. Ma so che dopo questa pandemia, in qualche modo abbiamo anche smesso di giocare».

«Non vogliamo più sentire gli slogan dai politici, le persone neanche li ascoltano più - ha aggiunto il ministro -. Questo richiede grande serietà e grande collaborazione. L'Italia avanza lì dove c'è collaborazione a livello istituzionale con tutti i paesi del mondo, arretra quando iniziano le polarizzazioni, i grandi problemi come ad esempio i conflitti».

«Mi sono vaccinato l'altro ieri, serve per tutelare vita»

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, si è vaccinato contro il Covid-19 «l'altro ieri. Io ho sempre creduto nei vaccini e credo che oggi quando si parla di libertà, per me è la tutela della vita. L'altro ieri mi sono vaccinato. Adesso aspettiamo la seconda dose» ha spiegato Di Maio all'inizio di un comizio con Arturo Scotto, coordinatore nazionale Articolo Uno. «Sia perché sono ministro sia perché ho 35 anni - ha aggiunto - ho atteso il più possibile perché prima tutti gli altri si vaccinassero. Poi c'è stato un momento in cui se eri un politico e ti vaccinavi eri additato, adesso è il contrario, adesso c'è la caccia al politico non vaccinato».

«Io ho sempre creduto nei vaccini - ha proseguito il ministro - e credo che oggi quando si parla di libertà, per me è la tutela della vita. Noi se vacciniamo è per tutelare la vita e tutelando la vita ci assicureremo la libertà. Tutto il resto delle polemiche credo che siano superflue».

«Se non vacciniamo tutte le aree del mondo non ne usciamo»

«Se non vacciniamo tutte le aree del mondo, soprattutto quelle più in difficoltà, non ne usciremo mai da questa pandemia. Però, finalmente, grazie alla scienza in tempi record sono stati inventati e brevettati i vaccini, adesso usiamoli e non facciamoci male da soli». Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, convinto che «la politica debba ascoltare la scienza e applicare quelle disposizioni che servono a tutelare la salute dei cittadini italiani».

«Sono qui da Articolo Uno, la casa del ministro Speranza col quale abbiamo avviato insieme un'esperienza non semplice nel governo precedente - ha proseguito Di Maio durante un dibattito alla festa di Articolo Uno a Bologna -. Non ci conoscevamo tantissimo, ci siamo conosciuti sul campo. Abbiamo imparato a stimarci a vicenda lavorando a questa pandemia. Lui ci ha sempre insegnato che non ci sono teorie politiche da applicare alla scienza. Nella pandemia è la politica che deve ascoltare la scienza e applicare quelle disposizioni che servono a tutelare la salute dei cittadini italiani».

«Se oggi la scienza e gli scienziati e la medicina ci stanno dicendo che noi raggiungendo un certo livello di vaccinazioni riusciremo ad assicurare la salute di tutti i cittadini italiani - ha aggiunto il ministro - noi dobbiamo arrivare a quel livello di vaccinazioni. Anzi ci dobbiamo preoccupare del fatto che interi continenti, come l'Africa, in questo momento hanno solo il 2% di persone vaccinate e questo è inaccettabile. Stiamo investendo come Italia nella 'covax facility' che è un programma che ci consente di mandare vaccini a popolazioni che in questo momento non solo non hanno la produzione ma non possono neanche permettersi di acquistarli».

«Guerra UE a Motor Valley su emissioni non ha senso»

«Fare la guerra alla Motor Valley sui grandi marchi» delle auto di lusso per la decarbonizzazione «non ha senso». Per il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, è una delle «assurdità» che chiede l'Unione europea con i suoi regolamenti. «Noi stiamo vivendo delle assurdità ultimamente» ha detto Di Maio durante un dibattito alla festa di Articolo Uno a Bologna.

«Ci sono regolamenti europei, nell'ambito del Green Deal, che assimilano le plastiche riciclabili alle plastiche tradizionali. Oppure dire che entro il 2030 dobbiamo raggiungere un livello di auto elettriche, io sono d'accordo. Ma fare la guerra alla Motor Valley sui grandi marchi, per qualche migliaio di auto che immatricoliamo ogni anno, che sono le auto che poi rappresentano il top della gamma e il brand del made in Italy nel mondo, non ha senso». Quindi per il ministro «serve anche ragionevolezza, perché ricordo sempre che rappresentiamo in tutto il 7%» come Unione Europea «delle emissioni mondiali e siamo sempre più in decrescita».