3 agosto 2021
Aggiornato 06:00
Centrosinistra

Matteo Renzi sfotte Letta: «Grandi previsioni di Enrico realizzate non ne ricordo»

Il leader di Italia Viva a proposito dell'ipotesi del segretario del Pd secondo cui il ddl Zan al Senato può passare anche con il voto segreto: «Se dovessi seguire l'oroscopo non seguirei lui»

Matteo Renzi, leader di Italia Viva
Matteo Renzi, leader di Italia Viva ANSA

«Io di grandi previsioni di Letta realizzate negli ultimi anni non ne ricordo: l'ultima che ho è quella che dice 'Renzi fa la crisi e il Paese perderà credibilità', arriva Draghi e il Paese recupera credibilità. Quindi se ragiono in termini di previsioni il mio amico Enrico non è propriamente come dire attendibile, se dovessi seguire l'oroscopo non seguirei lui». Lo ha detto Matteo Renzi, leader di Iv a 'Stasera Italia' su Retequattro, a proposito dell'ipotesi del segretario del Pd secondo cui il ddl Zan al Senato può passare anche con il voto segreto.

«Orlando? Lui è sempre aggrappato a un dicastero»

Andrea Orlando è «sempre aggrappato a un dicastero», Matteo Renzi replica così al ministro del Lavoro che lo ha criticato sul Ddl Zan. «Mi ricorda quando diceva 'Conte o morte' e 'mai al Governo con la Lega' nemmeno se a guidarlo ci fosse Superman». Insiste Renzi: «È uomo di nobili principi: lo hanno fatto ministro e ha cambiato idea. Con Berlusconi faceva il ministro all'Ambiente, con Alfano alla Giustizia, con Salvini al Lavoro: però ha sempre la faccia di uno che lo fa controvoglia. Sembra che glielo abbia imposto il medico di stare sempre aggrappato a un dicastero. Quando c'era il Pci facevano corsi di formazione politica seria».

«Perplesso da rapporto Conte-Trump»

«Sto ancora cercando coi miei avvocati di portare i signori» dell'amministrazione Trump che mi hanno accusato di complotti durante le elezioni Usa, «davanti alla giustizia italiana, ci mancava mi accusassero di complotti internazionali per modificare il risultato delle elezioni Usa. Ciò che mi sconvolge però è che chi avrebbe dovuto difenderci da queste illazioni, ossia il governo italiano, aveva accolto con tutti gli onori l'incaricato speciale di Trump, Conte aveva organizzato una doppia visita di Barr per assecondare la richiesta di Trump».

«Conte ha organizzato addirittura un incontro con il generale Vecchione, 2 riunioni con i vertici dell'intelligence italiana e il ministro della giustizia americana è per me uno scandalo, anche per questo chiedevo attenzione sui servizi di sicurezza che non è la polizia privata del premier ma un complesso sistema per tutelare la sicurezza italiani e non assecondare la propaganda di partito. Lascia davvero perplessi che si sia consentita una visita di uno Stato estero fuori dai canoni per parlare di una fake news usata a solo scopo di propaganda», insiste il leader di Italia viva.

«Anche per questo continuo a non spiegarmi la tenacia con cui Conte ha voluto tenere per sè la responsabilità politica di guidare i Servizi che ovunque viene delegata a un'altra persona, anche in Italia da sempre, Berlusconi aveva Gianni Letta, D'Alema aveva Sergio Mattarella, Letta e io avevamo Marco Minitti», ha concluso Renzi.