13 aprile 2021
Aggiornato 01:00
Centrodestra

Collocazione europea della Lega, Matteo Salvini ipotizza nuovo gruppo. FdI: «Fantapolitica»

Smentito l'ingresso nel Ppe e considerando impensabile l'ingresso nel gruppo guidato dal competitor interno Fratelli d'Italia, al leader della Lega resta dunque solo la possibilità del nuovo gruppo

Matteo Salvini e Giorgia Meloni
Matteo Salvini e Giorgia Meloni ANSA

Niente ingresso nel Ppe, ma addirittura un nuovo gruppo all'Europarlamento. Matteo Salvini prova così a prendere tempo, alle prese con il rebus della collocazione europea della Lega dopo la scelta di sostenere il governo Draghi. Perchè la soluzione affacciata dal segretario leghista è tutt'altro che semplice, scontrandosi con le regole europee (almeno 7 nazionalità diverse per poter formare un gruppo) e con l'intreccio di rivalità interne ed equilibri numerici.

Ma al momento è questa l'unica soluzione con cui Salvini può temporeggiare, stretto com'è tra le pressioni di Giancarlo Giorgetti per un approdo nel Ppe che completi la transizione avviata con la fiducia a Draghi e la volontà di continuare a presidiare posizioni che tanti consensi hanno portato al Carroccio. E forse per questo nelle parole del segretario leghista c'è una provocazione pesante nei confronti dell'alleato e competitor a destra Fratelli d'Italia, quell'accenno al dialogo con i polacchi di Diritto e Giustizia che sono colonna portante del gruppo Ecr di Giorgia Meloni. Ipotesi liquidata seccamente da FdI: «Fantapolitica».

La prima preoccupazione di Salvini è ribadire che la Lega non entrerà nel Ppe ma «stiamo lavorando per creare un nuovo gruppo», riferendo di contatti «con i polacchi e con altre realtà», e anche con gli ungheresi: «Ieri ho incontrato il console ungherese a Milano». In ogni caso «non è all'ordine del giorno l'ingresso della Lega nel Ppe», ha ribadito in una diretta Facebook. Per poi far filtrare che non c'è alcuna tensione con Marine Le Pen, i cui eurodeputati sono in Identità e Democrazia insieme alla Lega. «I due si sono scambiati in queste ore sms molto affettuosi. Nessuna polemica e nessuna fantasia giornalistica potranno mai mettere in dubbio un solido rapporto di amicizia e collaborazione», assicurano fonti leghiste.

Ma il problema di una nuova collocazione della Lega resta, e se lo stesso Salvini fa riferimento a un nuovo gruppo evidentemente Identità e Democrazia non è più il contenitore adatto. Anche per accogliere i 12 eurodeputati di Viktor Orban usciti dal Ppe e cercare compagni di strada meno estremisti di Afd o gruppi simili. Al momento la Lega, con i suoi 27 eurodeputati, è il partito più forte del gruppo Identità e Democrazia. Fratelli d'Italia fa parte invece con i suoi 7 eletti del gruppo dei Conservatori, condividendone la leadership con i polacchi di Kaczynski che hanno 24 europarlamentari. E poi ci sono i 12 deputati di Viktor Orbàn, appena usciti dal Ppe e in cerca di un nuovo gruppo, visto che la mancata iscrizione a un gruppo rende di fatto impossibile ogni iniziativa all'Europarlamento.

Ma smentito l'ingresso nel Ppe e considerando impensabile l'ingresso nel gruppo guidato dal competitor interno Fratelli d'Italia, a Salvini resta dunque solo la possibilità del nuovo gruppo. L'ipotesi prospettata è però respinta, anche con sarcasmo, da Fratelli d'Italia: «Fantapolitica... Il nostro asse con i polacchi di Kaczynski è solido e ribadito appena pochi giorni fa in una nota congiunta dei co-presidenti Fitto e Legutko», ricordano da FdI, sottolineando che quando parlano Fitto e Legutko «è come se parlassero Meloni e Kaczynski». Una nota che ribadiva che «è l'ECR la vera casa dei valori conservatori e dell'eurorealismo», offrendo ospitalità ai deputati di Fidesz. Insomma, nessuna intenzione di sciogliere il gruppo ECR: «Abbiamo costruito una casa solida, non abbiamo intenzione di abbandonarla. Piuttosto, è Salvini che ci sempbra un po' confuso», tagliano corto da FdI.

(con fonte Askanews)