17 giugno 2021
Aggiornato 03:00
Crisi di Governo

Il piano di Conte: fiducia alle Camere e poi un mese per consolidare la maggioranza con un gruppo di «volenterosi»

Archiviato dunque, nonostante le 'aperture' arrivate anche ieri, il rapporto con Italia viva, si mira ad andare avanti con i «costruttori», gruppo ancora da formare e su cui continuare a lavorare

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Ottenere la fiducia, senza puntare alla maggioranza assoluta almeno al Senato, e poi un mese di tempo per consolidare la maggioranza con un gruppo di «volenterosi». E' questo lo schema che ha in mente Giuseppe Conte per uscire dalla crisi di governo.

Parlando alla Camera, il premier ha chiuso ancora una volta la porta a Italia Viva. Una decisione che era già diventata definitiva quando il premier aveva sentito Matteo Renzi, in conferenza stampa, annunciare il ritiro delle ministre Teresa Bellanova ed Elena Bonetti. «Non se lo aspettava ed è evidente che non si può tornare indietro. Non si può cancellare il passato, per di più andando contro quello che è il sentire dei cittadini», spiega una fonte vicina al presidente del Consiglio. Altra cosa, viene spiegato, è l'eventuale arrivo di parlamentari di Iv, che sarebbero accolti «a braccia aperte». Anzi, uno dei tentativi in atto è proprio quello di spaccare i gruppi renziani.

Archiviato dunque, nonostante le 'aperture' arrivate anche ieri, il rapporto con Italia viva, si mira ad andare avanti con i «costruttori», gruppo ancora da formare e su cui continuare a lavorare dopo il passaggio di oggi al Senato. A Palazzo Madama l'obiettivo non è numerico: «La cosa perfetta sarebbe avere uno scarto rispetto all'opposizione di 18 voti, questo darebbe una bella spinta anche alla nascita della nuova formazione. Ma non è necessario», riflettono fonti di governo.

Agli eventuali nuovi «responsabili», oggi Conte ha promesso due cose fondamentali. In primo luogo c'è da attribuire il posto di Ministro dell'Agricoltura, la cui delega manterrà solo per «lo stretto necessario». Ma soprattutto, e qui sta la novità di prospettiva politica, ha assicurato l'intervento del governo per promuovere una legge proporzionale, che può suscitare grande interesse nella prospettiva del voto, quando sarà. A questo impegno, il premier ha unito la garanzia che «farò la mia parte». Se non ancora una vera e propria discesa in campo nell'agone politico, spiegano fonti qualificate, la promessa di essere disposto a prendere la guida del raggruppamento, al governo e dopo. «Del resto questo - spiega chi ci ha parlato - è sempre stato il suo progetto: unire in modo stabile la coalizione, rafforzando la parte centrista per un migliore equilibrio».

Questo il piano sulla carta, nel mezzo ci sono tutte le variabili e le incognite della politica italiana.

(con fonte Askanews)