21 aprile 2021
Aggiornato 03:00
La crisi del coronavirus

Boccia: «Limitazioni e restrizioni continueranno anche dopo le feste»

Il Ministro agli affari regionali, Francesco Boccia: «Voglio ribadire che è la natura dell'epidemia che ci costringe spesso a prendere decisioni con un preavviso di poche ore e non la disorganizzazione»

Francesco Boccia, Ministro per gli Affari regionali
Francesco Boccia, Ministro per gli Affari regionali ANSA

«Limitare gli spostamenti sarà ancora necessario così come mantenere le restrizioni nei giorni festivi, ma le misure territoriali hanno funzionato e continueranno a caratterizzare anche i prossimi provvedimenti. Le restrizioni inserite nelle festività di Natale hanno evitato l'esplosione dei contagi nella fase più difficile dell'anno». Così il ministro agli Affari regionali e all'Autonomia Francesco Boccia.

«Voglio ribadire che è la natura dell'epidemia che ci costringe spesso a prendere decisioni con un preavviso di poche ore e non la disorganizzazione», afferma Boccia in una intervista al Messaggero.

«Misure essenziali per la sicurezza del Paese»

«Scattano le misure e le restrizioni sulla base dell'andamento dei contagi. Nella terza ondata a doverci preoccupare non è solo il dato dei contagi, ma la rapidità della loro ripresa. Le diverse varianti a partire da quella inglese impongono una modifica dei tempi di reazione. Alcune zone del Paese devono prepararsi a conservare limiti alla circolazione, è un fatto inevitabile per quanto sgradito a tutti, a cominciare dal Governo. Ma siamo sul rettilineo finale e mentre facciamo i vaccini dobbiamo tenere al riparo i più fragili e le reti sanitarie», afferma Boccia.

«Le limitazioni di orario sono misure sofferte, ma essenziali per la sicurezza sanitaria del paese. E' così in tutta Europa. E anche la limitazione degli orari ha evitato migliaia di morti, diciamo le cose come stanno. Sappiamo che verso le categoria più penalizzate c'è un debito di riconoscenza del Paese e l'impegno del governo a stanziare ulteriori e immediate risorse. Sarà così anche a gennaio».

Campagna vaccinale, Zampa: «Bisogna accelerare»

«Lo dicono i numeri che c'è da accelerare, oggi il contatore è su 109mila prime dosi somministrate, e quelle ricevute dall'azienda Pfizer sono circa 470 mila dosi. Valutiamo la possibilità di turni serali, notturni e festivi di somministrazione per consentire a chi esce dal lavoro di utilizzare quelle ore. I medici di famiglia dovranno senz'altro collaborare se saranno disponibili vaccini che possono essere conservati in frigo. Nel frattempo inoculiamo tutte le dosi disponibili». Così la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa sui ritardi della campagna vaccinale.

«Se ne hanno bisogno, le Regioni possono contare sull'aiuto del governo e lo sanno. Tutti avrebbero da guadagnare da un grande successo, se riuscissimo a imporci come la Ferrari dell'Europa», afferma Zampa in una intervista al Corriere della Sera.

L'obiettivo è «vaccinare entro aprile dai 10 ai 13 milioni di italiani con una campagna da serie A all'altezza del nostro Paese, mettendo da parte contrapposizioni e interessi politici dai quali nessuno guadagnerebbe», afferma Zampa. «Ci aspettano mesi pericolosi da trascorrere al chiuso dove il virus trova terreno fertile per contagiare. Se teniamo fino alla primavera ne usciamo fuori».