17 gennaio 2021
Aggiornato 05:00
Venti di crisi

Matteo Renzi: «Tutti sanno che non si andrà a votare»

Il leader di Italia Viva: «L'appello del presidente della Repubblica nel messaggio di fine anno perché prevalgano le ragioni dei 'costruttori' mi sembra saggio e illuminante»

Matteo RENZI, leader di Italia Viva
Matteo RENZI, leader di Italia Viva ANSA

«Tutti sanno che non ci saranno elezioni. Dobbiamo aprire le scuole, non i seggi. Dobbiamo aumentare il numero dei vaccinati, non dei candidati. Dobbiamo scrivere il Recovery plan, non i libri dei sogni elettorali. Le elezioni fanno paura a chi verrebbe politicamente decimato come i trecento parlamentari del Movimento Cinque Stelle, non ai diciotto senatori di Italia viva». Ne è convinto Matteo Renzi, che in una intervista al Corriere della Sera afferma: «Conte ha risposto alle sollecitazioni di Italia viva, dicendo: 'Ci vediamo in Parlamento'. Lo aspettiamo al Senato, allora, che posso dire di più?».

Si andrà a un Conte ter? Oppure a un nuovo esecutivo? «Non so che formula prevarrà», afferma l'ex presidente del Consiglio. «So che questo è il tempo di mettere al centro l'interesse dell'Italia e degli italiani contro gli egoismi di parte. L'appello del presidente della Repubblica nel messaggio di fine anno perché prevalgano le ragioni dei 'costruttori' mi sembra saggio e illuminante».

Fallita l'operazione «responsabili»

Secondo il leader di Italia viva, Conte puntava a sostituire il partito con l'apporto di un gruppo di senatori «responsabili»: «Ci hanno provato e la risposta molto secca dei gruppi che fanno riferimento al segretario Cesa e al presidente Toti ha indebolito il progetto. Alla fine il soccorso all'operazione 'responsabili' è arrivato solo dalla senatrice Mastella che è stata generosa pensando a ciò che i grillini avevano detto su di lei e sulla sua famiglia in passato. Generosità non sufficiente, forse, a garantire le strategie dei pensatori di riferimento del premier, taluni editorialisti che gli suggerivano di sostituire Italia viva».

Renzi non scioglie il dubbio se la delegazione di Italia viva lascerà o meno il Governo: «Le ministre Bellanova e Bonetti e il sottosegretario Scalfarotto sono persone serie. Stanno al governo perché hanno delle idee, non per vanagloria. Se queste idee non piacciono, noi non siamo come gli altri: le poltrone le lasciamo».

Quanto alle voci di una poltrona ministeriale per lo stesso Renzi, è «falso. Siamo gli unici a dimetterci, altro che storie. Ma parliamo di contenuti, la prego», risponde l'ex premier a Maria Teresa Meli.

Capitolo Servizi segreti

Renzi esprime giudizi sui diversi protagonisti della crisi di Governo: «C'è un limite istituzionale che è invalicabile: Berlusconi, Prodi, D'Alema, Monti hanno scelto una persona cui affidare i Servizi segreti. Conte no. Eppure servirebbe qualcuno in grado di spiegare che con le istituzioni si deve essere prudenti: i nostri agenti rischiano la vita per le istituzioni, non per qualche follower in più su Facebook».

Con i «parlamentari dem», afferma, «condividiamo l'idea che una legislatura stia in piedi solo se si fanno le riforme: come una bicicletta che trova l'equilibrio solo pedalando, perché se sta ferma cade. Dunque con il Pd ci sono convergenze. Quanto a Di Maio, no. Non lo sento da molte settimane. E sinceramente fatico a capire come il ministro degli Esteri del Paese che riceve più risorse dall'Ue possa dire no al Mes per vecchie ruggini sovraniste». Perché, si domanda, «anche i vaccini, dopo le mascherine, i tamponi, Invitalia, sono affidati ad Arcuri? Ma chi è, Superman?». Quanto al ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, «ha colto il valore delle nostre critiche».

«Nessuna paura del voto»

Ha paura delle elezioni? Dicono che i suoi senatori la abbiano. «Io non ho paura di niente, meno che mai della democrazia. Quanto ai diciotto senatori di Italia viva mi faccia dire che sono orgoglioso di loro: stanno resistendo a ogni forma di pressione, di lusinga, di minaccia. Ci sono quotidiani che organizzano mail bombing e finti profili pagati per attaccarli sui social. Ma sono diciotto persone serie».