21 ottobre 2020
Aggiornato 07:00
Centrodestra

Giancarlo Giorgetti attacca la maggioranza: «Proporzionale? Non si può condannare il paese per paura di Salvini»

Il vicesegretario della Lega: «Un ritorno alla Prima Repubblica che si tradurrebbe in infinite nottate a palazzo Chigi senza decidere nulla e con il potere di interdizione regalato ai piccoli partiti»

Il vicesegretario della Lega, Giancarlo Giorgetti
Il vicesegretario della Lega, Giancarlo Giorgetti ANSA

«Il sì ha aperto la strada a una legge elettorale che è il contrario di quello che ci serve. Il proporzionale contiene tutti gli elementi più negativi e deleteri per un Paese a cui invece occorrerebbero stabilità, governi certi». Lo afferma in una intervista a Repubblica il vicesegretario della Lega Giancarlo Giorgetti.

«Questa proposta di legge proporzionale - aggiunge Giorgetti - prima non era sul tavolo, poi Pd e 5stelle l'hanno messa alla base del loro contratto di governo. Una legge elettorale dovrebbe garantire un governo che duri per tutta la legislatura, legittimato dal popolo e non frutto di accordi e trasformismi. E dovrebbe servire a portare in Parlamento Deputati e Senatori qualificati e non nominati. Un obiettivo che si raggiunge o con le preferenze, con tutte le distorsioni e i potenziali traffici di influenze, oppure con i collegi maggioritari. Ho molto apprezzato» sul tema «la recente presa di posizione di Prodi».

«Penso che la maggioranza proverà a farsi la sua legge e sarà costretta ad abbassare ulteriormente il finto sbarramento al 5%» per avere i voti di renziani e Leu e «diventerà di fatto un proporzionale puro». Con il proporzionale «torneremmo alla Prima Repubblica» e «si tradurrebbe in infinite nottate a palazzo Chigi senza decidere nulla e con il potere di interdizione regalato ai piccoli partiti. Un disastro per l'Italia. Non possiamo condannare il Paese all'impotenza per paura di Salvini», conclude Giorgetti.

«Se abbiamo fatto degli errori li dobbiamo correggere»

Al Sud la Lega «fa più fatica» «perché non siamo radicati. Non si interrompe quindi il progetto di Lega nazionale, ma va sicuramente precisato e affinato quello che la Lega propone all'Italia. Di questo abbiamo discusso con Salvini».

«Dobbiamo essere inclusi e aprirci a mondi che ci guardano ancora con diffidenza e sospetto. E, se abbiamo fatto degli errori, li dobbiamo correggere», sottolinea Giorgetti. Sulla collocazione in Europa «il sottoscritto e Salvini stanno facendo le opportune valutazioni politiche. Siccome non siamo completamente tonti, ragioniamo», ha aggiunto.

Gasparri: «Legge elettorale deve garantire stabilità non inciucio»

«Pd e grillini vogliono il proporzionale per sancire l'inciucio permanente e trasformare a rotazione i perdenti in vincenti. Invece la legge elettorale deve garantire governabilità e stabilità. Anzi insieme a una legge maggioritaria bisogna dar luogo all'elezione diretta del capo del governo. Ma perché le elezioni comunali e regionali danno un esito in poche ore e per il parlamento e il governo della Nazione si deve assistere a quello che è accaduto soprattutto negli ultimi anni? Ma il centrodestra non deve soltanto essere attento alla legge elettorale, deve pensare anche alla propria prospettiva». Lo dichiara il senatore Maurizio Gasparri responsabile settore Enti Locali di Forza Italia.

«Non conosciamo la data del voto e sappiamo che potremmo vincere le elezioni politiche. Ma chi ha più numeri nella coalizione deve appunto curarsi dei destini della coalizione. Prendersi il consigliere regionale Tizio o Caio, qui e là che segue l'andamento dei voti e che tradendo oggi tradirà domani non serve a nulla. Berlusconi ha insegnato che quando si hanno più numeri si pensa certamente e giustamente al proprio partito ma si pensa ancor di più ai destini della coalizione. Perché è la vittoria della coalizione che consente al capo del partito con più voti di guidare il governo. Su questo c'è molto da lavorare. Se avremo tempo usiamolo per avanzare proposte anche sul fronte dell'economia oltre che delle riforme e per tenere unita una coalizione dove tutti sono indispensabili».