27 settembre 2020
Aggiornato 11:00
Il discorso di Draghi

Giorgia Meloni «critica» Draghi: Europeismo acritico con un passaggio inquietante su un futuro Ministero del Tesoro europeo

Il Presidente di Fratelli d'Italia: «Si priverebbero i Governi e i Parlamenti nazionali della loro sovranità. Patto anti-inciucio è anche contro una legge proporzionale»

Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d'Italia
Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d'Italia ANSA

«Da Mario Draghi al Meeting di Rimini solite dosi eccessive di europeismo acritico e un passaggio inquietante su un futuro ministero del Tesoro europeo che priverebbe governi e parlamenti nazionali della loro sovranità». Lo ha dichiarato in una nota la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, commentando l'intervento dell'ex presidente della Bce al Meeting di Rimini.

«Ma nel suo discorso - ha aggiunto - c'è un passaggio che condivido molto e che da sempre Fratelli d'Italia ha messo al centro delle sue proposte economiche. Con l'esplosione della crisi è stato necessario fare molto debito pubblico e mai come ora occorre essere chiari: c'è un debito buono, quello che serve a creare sviluppo e realizzare infrastrutture materiali e digitali da lasciare in eredità alle future generazioni. E ce n'è uno cattivo, fatto di provvedimenti assistenziali, bonus e mancette varie. La scelta del governo Conte di preferire la seconda strada è una responsabilità molto grave», ha concluso Meloni.

«Patto anti-inciucio è anche contro legge proporzionale»

E' la ritrovata compattezza della coalizione di centrodestra l'investimento che Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia, ha affidato al documento unitario sottoscritto ieri insieme a Lega e Forza Italia e da lei prontamente battezzato «patto anti-inciucio». Un nome che serve per valorizzare uno egli elementi maggiormente cari al suo partito: il no a possibili intese parlamentari a geometria variabile. Un patto, ha spiegato al Corriere della sera, che «non serve a noi, serve per essere chiari con gli italiani: a loro diciamo che abbiamo un progetto, una visione di politica economica, dell'Europa, di quello che si deve fare per uscire dall'emergenza, di come far ripartire l'Italia. E abbiamo un'idea di come debbano essere le istituzioni».

«La nostra idea di Italia - ha sottolineato - si fonda su alcuni pilastri molto chiari. La battaglia per l'autonomia, che pure era nel nostro programma, non siamo riusciti a metterla in pratica perché purtroppo dopo il voto ci siamo divisi tra governo e opposizione. Ora non accadrà. Autonomia, efficienza di un governo eletto ? sia per elezione del capo dell'esecutivo o del capo dello Stato ? una giustizia che funziona, stanno insieme, e sono imprescindibili per un patto con gli elettori».

Il messaggio, secondo Meloni, è «che non c'è altro governo che non sia di centrodestra, che non esistono giochi di palazzo, che nel momento in cui la sinistra briga per arrivare ad una legge elettorale proporzionale pro-inciucio, noi diciamo un no netto».