29 settembre 2020
Aggiornato 19:30
Il Centrodestra si blinda

Patto anti-inciucio del Centrodestra: «Mai al governo con altri»

Canta vittoria Giorgia Meloni: «Grazie a Fratelli d'Italia il centrodestra compatto firma il patto anti-inciucio». Gli altri punti: autonomia regionale, presidenzialismo e conferma del programma elettorale

Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi
Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi ANSA

Autonomia regionale, presidenzialismo, no ad accordi separati con altre forze politiche: sono questi i contenuti dell'intesa raggiunta dai leader del centrodestra su richiesta del presidente leghista uscente del Veneto, Luca Zaia; ricandidato e avviato a una riconferma considerata probabile da tutti gli osservatori. Canta vittoria per l'intesa Giorgia Meloni: «Grazie a Fratelli d'Italia il centrodestra compatto firma il patto anti-inciucio», dice Meloni, che rivendica di averlo chiesto «dal 2018».

Il primo punto, però, resta l'autonomia regionale, sulla quale in passato Zaia aveva accusato FdI di frenare. Per tutti i commentatori dei tre partiti: Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia, il patto rafforza la coesione nel centrodestra, anche se nei commenti restano differenze sulle priorità di ciascuno.

Nel documento, salta all'occhio l'esplicito riconoscimento del ruolo giocato da Zaia: «Le forze politiche di centrodestra e segnatamente Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia si impegnano», si legge, «1. a dare seguito alla richiesta del Presidente del Veneto di porre tra i temi prioritari il riconoscimento di autonomia differenziata delle regioni che lo richiedano in attuazione dell'ART.116, terzo comma, della Costituzione mediante una comune e coordinata attività parlamentare che ne assicuri la realizzazione nel rispetto del documento allegato, richiamato al punto 2 del presente accordo».

Gli altri punti sono il presidenzialismo, il no ad accordi di governo fuori dal perimetro della coalizione e la conferma del programma elettorale del 2018.

Piuttosto silenziosa la macchina comunicativa salviniana, forse non casualmente parla per primo il vicesegretario (e segretario della Liga Veneta) Lorenzo Fontana, che non nasconde le difficoltà incontrate: «E' stata una trattativa lunga e per certi versi complicata», sottolinea. «Lo abbiamo detto fin dall'inizio, l'autonomia è un aspetto imprescindibile e prioritario che, dovendo passare da Roma, necessita di un accordo a livello nazionale tra tutti i partiti di centrodestra. Siamo quindi soddisfatti di aver convinto, su questo punto, anche gli altri partiti», canta vittoria Fontana.

Per Forza Italia parla il numero due azzurro Antonio Tajani: «E' ovvio - commenta - che alle prossime elezioni politiche andremo uniti, Berlusconi è stato il fondatore del Centrodestra e noi siamo sempre stati per l'unità della coalizione».

Non nomina l'autonomia regionale il capogruppo di Fratelli d'Italia al Senato, Luca Ciriani, che parla di «respiro nazionale e patriottico» dell'accordo e rivendica: «Battaglie storiche di FdI come il presidenzialismo e le norme anti-inciucio rientreranno a pieno titolo tra i punti programmatici del Centrodestra».

Per FI, negli ultimi tempi guardata con qualche diffidenza dagli alleati per il timore di uno smottamento degli azzurri in direzione di un governo di «unità nazionale» l'intesa è una polizza su un futuro comune: «Il patto siglato oggi da Berlusconi, Salvini e Meloni, rappresenta un ulteriore passo nel percorso intrapreso per tornare alla guida del Paese», giura Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera.

Ma tra le file degli azzurri c'è anche chi sente il bisogno di prendere le distanze, sia pure scegliendo il registro dell'ironia, dalla definizione lanciata da Giorgia Meloni: «Chiamarlo patto anti-inciucio - ammonisce il senatore Francesco Giro - è riduttivo. Una parola peraltro brutta e cacofonica», avverte, «che porta pure male».

(con fonte Askanews)