2 giugno 2020
Aggiornato 00:30
Intervista al Foglio

Conte: «Mai pensato di usare il MES dopo la Francia»

Il Presidente del Consiglio: «La presenza di una nuova linea di credito dedicata alla sanità ed erogata dal Mes è una possibilità in più per i paesi che ne necessitano. Fase 2? Non abbassare la guardia»

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte
Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ANSA

ROMA - «Non ho mai dichiarato né pensato che l'Italia potrà utilizzare il Mes dopo la Francia. Sul Mes la mia posizione non è cambiata: il Mes è uno strumento nato dall'esito di crisi molto diverse rispetto a quella che stiamo vivendo. La presenza di una nuova linea di credito dedicata alla sanità ed erogata dal Mes è una possibilità in più per i paesi che ne necessitano e farà senz'altro parte del pacchetto di risposta europea alla crisi. Ma non dobbiamo dimenticarci che l'Italia sta contribuendo a scrivere una nuova pagina della storia europea con l'introduzione del Recovery fund, un piano di investimenti autenticamente europeo, di cui ieri anche Francia e Germania hanno riconosciuto l'importanza strategica. E' su questo punto che si gioca la vera partita per il rilancio della nostra economia». Così il premier Giuseppe Conte in un'intervista al Foglio anticipata in parte ieri.

«Pervenire a una riduzione del debito/pil è un obiettivo nostro, da raggiungere però con gradualità. Non possiamo rischiare di ripetere l'errore degli anni 2010-2011: le politiche comunitarie non devono costituire un freno alla crescita ma devono promuovere lo sviluppo».

«Non abbassare la guardia, non è tempo dei party»

«Gli italiani hanno dimostrato grande senso di responsabilità e questo genera fiducia, oltre a spingere il governo a fare sempre di più e meglio. Chiedo adesso ai cittadini di non abbassare la guardia: non è il tempo degli assembramenti, dei party. Bisogna sempre continuare a rispettare distanze, regole e precauzioni per non vanificare gli sforzi fatti», è l'invito del premier Giuseppe Conte.

«L'Italia può contare su tanti punti di forza: il valore supremo che la nostra società accorda da sempre alla tutela della salute, la capacità di reinventarsi e ripartire nonostante le difficoltà. In aggiunta, il piano nazionale predisposto dal ministro Speranza con il Comitato tecnico-scientifico ci garantisce un costante monitoraggio e la possibilità di interventi selettivi in caso di risalita della curva epidemiologica. Nel decreto 'Rilancio' ci sono oltre 3 miliardi per potenziare il sistema sanitario; da inizio crisi abbiamo messo in campo migliaia di assunzioni di personale sanitario e il raddoppio dei posti letto di terapia intensiva. Sono stati acquistati 150 mila test sierologici e siamo pronti ad acquistarne altri 150 mila, nei prossimi giorni parte la sperimentazione dell'app Immuni per il tracciamento. Abbiamo decisamente rafforzato la rete di protezione che ci permette di convivere con il virus».

«Taglio Irap mirato, riforma Fisco resta»

Nel dl Rilancio «l'intervento sull'Irap è stato mirato. Ma ricorderete che il governo si era ripromesso una complessiva riforma del fisco già prima dell'emergenza del Covid-19. Riformare un sistema fiscale stratificato e, per buona parte, iniquo e inefficiente, è sicuramente uno degli obiettivi qualificanti di questo governo».

«Il debito italiano è sostenibile: lo ha riconosciuto la Commissione europea e ne abbiamo avuto un esempio anche in questi giorni in cui il Btp Italia ha avuto un grande successo, con sottoscrizioni per oltre 12 miliardi di euro. Non c'è nessuna patrimoniale in arrivo e c'è anzi l'intenzione, da parte del governo, di continuare ad alleggerire la pressione fiscale, rimodulandola con puntuali interventi, per rilanciare la crescita. Dovremo fare un uso attento delle risorse europee che arriveranno con il Recovery fund, allo scopo di finanziare un nuovo programma di rinascita produttiva. E' soltanto così che potremo ridurre gradualmente tanto il debito quanto la pressione fiscale».

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