2 giugno 2020
Aggiornato 01:30
Prime indicazioni per la fase 2

La fase 2 secondo Luigi Di Maio: «Ora meno tasse e meno burocrazia»

Il Ministro degli Esteri: «Il reddito di emergenza da solo non basta, bisogna anche pensare alla riduzione del carico fiscale. Renzi indossi con noi la maglietta dell'Italia»

Il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio
Il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio ANSA

ROMA - Il reddito di emergenza «non può essere l'unico strumento per dare sostegno agli italiani». Lo dice il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che in un'intervista all'Huffington Post, propone di partire da un abbassamento delle tasse. «Di fronte a imprese che hanno subito uno stop, partite Iva che non hanno lavorato, cittadini che si sono ritrovati in difficoltà - sottolinea - lo Stato deve pensare di intervenire anche con una sostanziale riduzione del carico fiscale». L'ex capo politico del M5s non vede una crisi all'orizzonte: «Se pensassimo al consenso domani riapriremmo tutto». E tende la mano a Renzi: «Indossi con noi la maglietta dell'Italia».

«Meno tasse e meno burocrazia»

«La priorità di questo governo è e deve essere quella di ascoltare i cittadini, le imprese, le famiglie - afferma - stiamo lavorando senza sosta per interventi mirati a sostegno delle persone. Da poco sono stati stanziati 55 miliardi che serviranno a dare ossigeno a imprese e lavoratori. Ma ovviamente non possiamo fermarci. C'è una crisi economica da fronteggiare con strumenti concreti. In queste ore si sta discutendo anche di reddito di emergenza, è importante che venga introdotto il prima possibile, ma questo non può essere l'unico strumento per dare sostegno agli italiani. Penso che in una situazione straordinaria sia opportuno intervenire con strumenti straordinari. Bisogna puntare a un obiettivo chiaro: meno tasse e meno burocrazia. Bisogna essere cauti e prudenti nella ripartenza, ma prendere al contempo consapevolezza che il Paese deve riaccendere i motori e per farlo bisogna mettere le imprese in condizioni di operare».

«Serve una tregua tra cittadini e Stato»

Secondo Di Maio «servirebbe una tregua tra cittadini e Stato, servirebbe fermare l'approvazione di nuove leggi, se non quelle legate all'emergenza, cancellando allo stesso tempo almeno 1.000 leggi inutili per le imprese incluse tantissime norme del codice degli appalti. E lavorare a una riscossione delle tasse coscienziosa. Sono tutti temi su cui i ministri interessati hanno già avuto modo di esprimersi e io li sostengo».

L'«appello» a Matteo Renzi

Sulle critiche di Italia Viva e del suo leader Matteo Renzi al Governo, Di Maio dichiara che «qui siamo tutti sulla stessa barca. Saranno i fatti a parlare. Se pensiamo al consenso elettorale allora possiamo riaprire tutto già domani. Se vogliamo agire tutelando la vita dei cittadini allora la via da intraprendere è quella della prudenza. Stiamo ascoltando la comunità scientifica che ci dice di fare attenzione a nuovi contagi per via delle riaperture, dunque la cosa più intelligente da fare è quella di riaprire in maniera graduale e testare anche l'evoluzione del virus. Su questo comunque voglio essere chiaro: se i dati saranno confortanti nulla ci vieterà di pensare di accelerare con le riaperture».

«DPCM? Servono norme immediate»

Sulla fase 2 «ho visto che palazzo Chigi ha fatto ulteriore chiarezza - aggiunge - non esisteva prima un manuale di lockdown e tutto quello che siamo chiamati a fare lo stiamo facendo per la prima volta. Stiamo lavorando h24, affrontando l'evoluzione dei fatti. Ma stiamo adattando l'azione politica a questa emergenza. Cosa non da poco. Le ripeto: andrebbe messa da parte la polemica e dovremmo concentrarci tutti sulle soluzioni». Sui dpcm del premier Giuseppe Conte, Di Maio ribadisce che «serve rapidità, servono norme immediate perché come le dicevo siamo davanti a una emergenza sanitaria ed economica che ha stravolto le nostre vite. Invito a riflettere su un aspetto che spesso viene trascurato. Non sono i dpcm che ci hanno portato via le libertà o i nostri diritti. Chi si è impadronito dei nostri spazi, delle nostre libertà, dei nostri diritti è stato questo virus. E noi stiamo intervenendo per riconquistare la nostra normalità».

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