2 giugno 2020
Aggiornato 00:30
Centrodestra

Matteo Salvini replica al direttore dell'Agenzia delle Entrate: «Cartelle in arrivo? Mandarle al macero»

Per il leader della Lega è arrivato il momento, dopo l'emergenza coronavirus, di «disimpegnare, tagliare i vincoli pendenti, chiudere con tutte le pendenze del passato»

Video Agenzia Vista

ROMA - «Otto milioni e mezzo di cartelle dell'Agenzia delle Entrate pronte all'invio come detto ieri dal direttore, che mi ha fatto rimanere a bocca aperta? Bisogna mandarle al macero, mi sembra evidente». Lo ha detto Matteo Salvini, intervenendo a Radio CRC. Per il leader della Lega è arrivato il momento, dopo l'emergenza coronavirus, di «disimpegnare, tagliare i vincoli pendenti, chiudere con tutte le pendenze del passato. Insomma resettiamo la burocrazia, ripartiamo da burocrazia zero. Facciamo pagare agli italiani quello che devono, regolarizziamo e ripartiamo».

Il leader della Lega ha sostenuto che «è chiaro che se c'è gente che ha evaso decine di milioni di euro, per quello che mi riguarda va in galera. Ma la stragrande maggioranza di queste cartelle esattoriali sono da poche migliaia di euro, secondo me sarebbe normale chiedere saldo e stralcio: mi dai il 20% dell'importo totale e poi la cartella viene stracciata».

Terrorismo fiscale

«Dal primo giugno controlli fiscali a tappeto e 8 milioni di notifiche e cartelle esattoriali a carico di famiglie e imprese in difficoltà? Una follia». Salvini è tornato in un secondo momento sul tema, attraverso un comunicato ribadendo che «la Lega torna a chiedere, come già fatto con diversi emendamenti bocciati da governo e maggioranza in Parlamento, la riapertura della «pace fiscale», un insieme di provvedimenti fra cui la rottamazione di tutte le cartelle esattoriali e interventi mirati di saldo e stralcio. Per ripartire imprenditori, lavoratori e famiglie hanno bisogno di soldi, non di tasse, burocrazia e terrorismo fiscale».

Ripensare la nostra partecipazione all'UE

«Bisogna ripensare le regole di questa associazione, ripensare anche l'appartenenza a questa associazione». Salvini ha ricordato che «dal 1980 l'Italia ha dato all'Europa 140 miliardi ma quando abbiamo bisogno i soldi non ci sono. Esistono due Ue. Quella dei diritti, l'Europa del Nord (Germania, Olanda, Austria) e quella dei doveri, l'Europa del Sud. Ma con noi - ha rilevato - tutto questo stona perché diamo tanti soldi all'Ue» e «siamo la secondo potenza del Vecchio continente».

Bene reddito di cittadinanza ma non basta

ll reddito di cittadinanza? «In questo momento qualsiasi tipo di assistenza è benvenuto ma per la ripartenza non ci si può basare solo su reddito e assistenza. Se non si dà una mano al tessuto produttivo non ci saranno neanche più i soldi per l'assistenza. Non si può perdere tempo prezioso: no in strada, in metro, al cinema» ma «riapriamo le attività sane, sicure. Si permetta di tornare a lavorare perché il problema degli stipendi tra poco diventerà una bomba sociale. La cassa integrazione non è arrivata, i 600 euro promessi si e no...è un problema».

Bonafede ritiri circolare su boss mafiosi

«Spero che il governo faccia marcia indietro» e venga ritirata «la circolare del ministero di Giustizia che permette l'uscita anticipata dei boss perché è un insulto alle famiglie delle vittime e alle forze ordine. Sono ormai già tre i boss mafiosi scarcerati e addirittura leggo che anche il boss Raffaele Cutolo, fondatore della Nuova camorra organizzata, intende chiedere la scarcerazione. Ma stiamo scherzando? Cosa c'è di più sicuro dell'isolamento?», ha rilevato Salvini aggiungendo che comunque, «nel nome del virus non si possono giustificare le peggiori schifezze».

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