23 settembre 2020
Aggiornato 00:30
Emergenza coronavirus

Giorgia Meloni alla Von der Leyen: «Servono fatti»

Il Presidente di Fratelli d'Italia: «Abbiamo bisogno di un impegno concreto e reale dell'UE per impedire che l'Unione Europea sia un'altra vittima del coronavirus». Fidanza-Fitto: «Fondo SURE è un grande bluff»

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia
Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia ANSA

ROMA - «Lunga lettera della Presidente von der Leyen che scrive ad Avvenire per promettere un piano Marshall per l'Europa attraverso un nuovo e forte bilancio comunitario. Speriamo che, differentemente da quanto accaduto nelle ultime settimane, quelle della Presidente della Commissione non siano solo belle parole per imbonire una opinione pubblica basita dall'assenza e dall'egoismo di certa Europa. Perché l'Italia e le altre Nazioni che lottano contro questo mostro senza volto chiamato coronavirus hanno bisogno di fatti concreti. Non ne abbiamo visti finora. Persino 'SURE', lo strumento che si vorrebbe attuare per pagare la cassa integrazione negli Stati colpiti a un primo sguardo sembrerebbe l'ennesimo bluff a danno degli Stati più in difficoltà. Decisamente fin qui non ci siamo, cara Presidente von der Leyen. Servirà un impegno concreto, sincero e leale per impedire che l'Unione Europea sia un'altra vittima del coronavirus». Lo dichiara in una nota il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

«Su golden power c'è già nostro emendamento»

«Al Governo Conte che annuncia un provvedimento in Consiglio dei ministri per l'estensione del golden power ad altri settori come banche assicurazioni e anche alle operazioni all'interno della UE segnalo che la proposta è stata già formalizzata da Fratelli d'Italia in un emendamento al decreto 'Cura Italia', ora all'esame del Senato. Basta votare la proposta subito per creare immediatamente, com'è indispensabile fare, uno scudo a difesa delle imprese e degli asset strategici nazionali».

Fidanza-Fitto: «Fondo SURE è un grande bluff»

«Il fondo europeo SURE per il sostegno alla cassa integrazione, sbandierato da Ursula Von der Leyen e Gentiloni (con Conte, Zingaretti e Renzi al seguito) come una felice riscossa dell'Europa solidale, non è altro che un grande bluff. Si tratta ovviamente non di soldi freschi ma di un prestito sul modello del fondo salva-Stati, antenato del MES». È quanto dichiarano in una nota il capodelegazione di Fratelli d'Italia al Parlamento Europeo Carlo Fidanza e il co-presidente del gruppo Ecr, Raffaele Fitto.

«I cento miliardi promessi - aggiungono - saranno tali soltanto se ogni Stato membro contribuirà, su base rigorosamente volontaria, a versare la propria quota dei primi 25 miliardi di garanzia. L'Italia dovrà versare quindi circa 3 miliardi subito, che si andranno a sommare al debito pubblico già previsto. Una volta emessi sul mercato questi bond avranno rendimenti di pochissimo superiori ai nostri BTP. L'utilizzo complessivo annuo, per tutti gli Stati richiedenti, potrà raggiungere al massimo il 10% delle risorse mobilizzabili dal Fondo. A conti fatti, l'Italia verserà 3 miliardi subito per ottenere tra alcuni mesi qualche centinaio di milioni di euro in più».

«Il tutto mentre le fabbriche nel nord Europa rimangono in buona parte aperte e non è quindi affatto detto che tedeschi, olandesi e finlandesi si impegnino a versare le loro 'garanzie volontarie'. Il tutto nella speranza che le condizioni del prestito siano umane e non le solite che abbiamo conosciuto. La domanda spontanea è: ma non si farebbe prima ad utilizzare subito quei 3 miliardi per i lavoratori e le imprese italiane senza perdere tempo con inutili prestiti?», concludono.