2 giugno 2020
Aggiornato 01:30
Emergenza coronavirus

Matteo Salvini: «A fine corsa il giudizio degli italiani su Conte sarà severo»

Il leader della Lega: «A me dell'Unione europea preoccupa quello che sta succedendo a Berlino e a Bruxelles, non a Budapest». Centemero a Cdp: «Liquidità a imprese e start-up»

Il Premier Giuseppe Conte con l'ex Ministro e leader della Lega, Matteo Salvini
Il Premier Giuseppe Conte con l'ex Ministro e leader della Lega, Matteo Salvini ANSA

MILANO - Il leader della Lega, Matteo Salvini parla di un «Reset totale: pace fiscale e pace edilizia» e «subito almeno duecento miliardi» da mettere in campo per fronteggiare l'emergenza da nuovo coronavirus. Dalle pagine del Giornale, intervistato da Alessandro Sallusti, Salvini dice che di fronte alla emergenza «l'unica via è un nuovo patto sociale, altro che sospendere due cartelle fiscali. Dobbiamo ricominciare tutto daccapo o non ne usciremo», ma non vuole sentire parlare di condono: «Non mi faccia dire 'sta parola che poi mi saltano tutti in testa».

In questo momento però la gestione del Paese è in mano a Conte. «Nell'emergenza - afferma Salvini - chi è a bordo di un bus si deve affidare al guidatore, non ha alternative. Ma quando si arriva a destinazione, e presto ci arriveremo, i passeggeri giudicano se l'autista si è comportato bene, se è stato all'altezza». E su questo ritiene che «a fine corsa il loro giudizio sarà giusto, cioè severo, non ne dubito». Quanto all'Europa, dopo l'attribuzione dei pieni poteri a Orban in Ungheria, il leader della Lega afferma: «A me dell'Unione europea preoccupa quello che sta succedendo a Berlino e a Bruxelles, non a Budapest». E aggiunge: «Abbiamo detto che ci sta bruciando la casa e loro ci hanno risposto: tra quindici giorni decideremo se e come mandarvi i pompieri, le sembrano amici affidabili?».

«Milano diventi Zona economica speciale»

«La Lombardia e Milano stanno dimostrando una reazione eccezionale, come nel caso del nuovo Ospedale in Fiera montato a tempi da record. Anche per questo Milano deve diventare 'zona economica speciale', per evitare la perdita di 5 miliardi di Pil come denunciato anche oggi da Confcommercio. Se si aiuta la locomotiva d'Italia, si aiuta tutto il Paese».

Centemero a Cdp: «Liquidità a imprese e start-up»

«In questo momento servono azioni rapide, efficaci e concrete per affrontare la carenza di liquidità. Ho voluto, a tal proposito, sensibilizzare Cdp, mandando alcune mie riflessioni all'Ad, Fabrizio Palermo. All'interno della platea delle imprese non dobbiamo dimenticare le start-up, società spesso piccole e fragili ma ancora più spesso giovani e agili». Così il deputato Giulio Centemero, capogruppo Lega in commissione Finanze alla Camera.

«Partendo da un'economia di opportunità molte start-up hanno però saputo dimostrare, insieme ai tanti medici, sanitari, amministratori locali e volontari, di essere in grado di affrontare un'economia di necessità e di essere uno dei migliori volti di questo incredibilmente meraviglioso Paese. Le stesse hanno e stanno individuando soluzioni ai problemi generati dalla pandemia; soluzioni percorribili cui nessuno aveva pensato prima. Detto da un liberale come me può sembrare strano, ma credo che questo sia il momento che lo Stato sostenga questo mondo sia con un bridge per superare la crisi sia con un piano a medio lungo termine che trattenga in Italia i nostri giovani, i nostri talenti, le menti brillanti che non possiamo permetterci di perdere. Interventi in equity - soprattutto in matching a investimenti privati - e altre soluzioni per creare liquidità (come garanzie al 100%) vadano assolutamente percorsi. E' il momento di avere coraggio, è il momento di incidere efficacemente», conclude.

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