25 maggio 2020
Aggiornato 01:00
Regionali Emilia Romagna

Roberto Calderoli: «Il 26 gennaio sarà la Festa di Liberazione dal comunismo». Bonaccini: «Vergognati»

Il Senatore della Lega: «Ancora una settimana e poi potremo istituire una seconda festa nazionale di Liberazione». Duro replica del candidato del PD: «Offesa la memoria di migliaia di donne e uomini»

Il Senatore della Lega, Roberto Calderoli
Il Senatore della Lega, Roberto Calderoli ANSA

ROMA - «Ancora una settimana e poi potremo istituire una seconda festa nazionale di Liberazione. Dopo il 25 aprile, festa di Liberazione nazionale dal nazifascismo, avremo anche il 26 gennaio, festa nazionale di Liberazione dal comunismo rosso dell'Emilia Romagna». Lo dichiara il senatore Roberto Calderoli, vice presidente del Senato.

Bonaccini: «Calderoli si vergogni»

«Caro Calderoli dovresti fare solo una cosa: vergognarti. Affermando che volete istituire una seconda festa di Liberazione offendete quelle migliaia di donne e uomini, spesso ragazze e ragazzi, che diedero la vita per liberarci davvero dal regime nazifascista che si rese protagonista di indicibili orrori, omicidi, devastazioni e lutti. Dirlo nella terra dei sette fratelli Cervi significa avere completamente perso il senso della ragione ed essere senza vergogna». Lo dichiara Stefano Bonaccini, candidato del centrosinistra alla presidenza dell'Emilia Romagna.

Salvini: «Voto 26 gennaio è una scelta di vita»

«Il voto del 26 gennaio è una scelta di vita». Lo ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini, durante l'iniziativa «L'Emilia-Romagna che sogna, che corre, che vince!» organizzata a Maranello per la campagna elettorale del 26 gennaio. «Non sarà solo una vittoria elettorale», ma anche, secondo Salvini, l'espressione e la dimostrazione del fatto «che c'è anche una diversità culturale e di approccio alla vita tra noi e loro».

«Qualcuno - ha aggiunto - ogni tanto contesta nelle piazze: l'unica cosa che hanno è l'insulto. Sono convinto che domenica l'Emilia-Romagna sceglierà il futuro perché il Pd è rimasto nel passato e insultare Lucia perché è donna e leghista è doppiamente vergognoso».

Borgonzoni: «Questa volta li mandiamo a casa»

«Questa volta li mandiamo a casa». Sale sul palco sulle note di «Nessun dorma» Lucia Borgonzoni, la candidata del centrodestra, che tenterà il 16 gennaio di scippare lo scranno di presidente della Regione Emilia-Romagna a Stefano Bonaccini.

«Questa volta ce la facciamo, li mandiamo a casa» urla l'esponente leghista intervenendo all'iniziativa «L'Emilia-Romagna che sogna, che corre, che vince!» organizzata a Maranello per la sua campagna. «Il candidato del Pd ogni mattina mi insulta - spiega Borgonzoni -. Ma adesso hanno un candidato donna che li manderà a casa. Noi vogliamo una Regione dove sia punto fondamentale la meritocrazia, basta che si possa accedere ai concorsi».

«Non si può vivere in una Regione dove ci sono persone che dicono 'ho paura a publicare la foto con te, non mi fanno lavorare più. Per loro - ha aggiunto - non siamo persone, ma numeri».

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