28 febbraio 2020
Aggiornato 04:00
Regionali Emilia Romagna

Graziano Delrio: «Non perdiamo, ma se perdiamo...»

Il Capogruppo del PD alla Camera: «Non cadrà il governo ma non potremo fare finta di nulla». Dello stesso avviso il Segretario, Nicola Zingaretti: «Se perdiamo non cade il governo»

Graziano Delrio, capogruppo del PD alla Camera
Graziano Delrio, capogruppo del PD alla Camera ANSA

ROMA - L'effetto Sardine sul voto di domenica prossima «potrebbe rivelarsi decisivo per la vittoria di Stefano Bonaccini», «certo il voto è comunque locale e non nazionale» ma «a me non va proprio di fare la parte dell'ipocrita» e «non possiamo nasconderci: se si perde ci saranno problemi». Lo afferma in una intervista al Corriere della Sera il capogruppo del Pd alla Camera Graziano Delrio. Delrio si dice convinto «che Bonaccini vincerà, tutti gli indicatori ci dicono che domenica festeggeremo», «ma se dovessimo perdere ci sarebbero ovviamente tantissime ripercussioni su tutti i fronti. Non cadrà il governo ma non potremo certo far finta di nulla».

Zingaretti: «Se perdiamo non cade il governo»

Se il centrosinistra perderà in Emilia Romagna «non cadrà il governo» ma «Bonaccini è il candidato governatore migliore e vincerà». Lo ha detto il segretario del Pd Nicola Zingaretti intervistato a Rtl 102.5. «Sì, sono convinto, sono molto ottimista... sono il primo a dire che sono orgoglioso di un partito che dopo la drammatica sconfitta del 2018 è presente ovunque ed è il pilastro di una grande alternativa al centrodestra» ma «sento per primo la necessità di un rinnovamento non dobbiamo essere pigri».

Martina: «In marcia per una nuova frontiera dei progressisti»

«Zingaretti fa bene a chiedere che il Pd si metta in marcia per costruire la nuova frontiera dei progressisti. L'importante è aggregare, senza pretendere oggi di sapere tutto sul punto di caduta finale». Così l'ex Segretario Pd Maurizio Martina, intervistato da Repubblica. «Evitiamo però un dibattito che ruoti attorno a 'vi sciogliete/non vi sciogliete, cambiate il simbolo e nome/non li cambiate' - prosegue - E neppure mi piace se tutto si riduce a una conta tra candidati segretari. Un errore perdersi in chiacchiere. Il nome Pd ha un valore tuttavia cambiarlo non è un totem. Come penso da tempo. Ma non partiamo da qui, per favore».