24 gennaio 2020
Aggiornato 14:00
Conferenza stampa di fine anno

Giuseppe Conte attacca Salvini: «Sua leadership è insidiosa»

Scontro tra il Premier e l'ex Ministro dell'Interno: «Lega è forza politica pienamente legittimata, ma Salvini chiede pieni poteri. Avanti 3 anni, non entrerò in un partito e non voglio nuovo gruppo»

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ROMA (ASKANEWS) - L'annuncio in diretta delle novità al governo, la smentita su un suo futuro ruolo politico e il nuovo attacco frontale a Matteo Salvini, il cui modo di intendere la leadership è «insidioso» per la stabilità democratica. Il premier Giuseppe Conte ha risposto per circa tre ore alle domande dei giornalisti nella tradizionale conferenza stampa di fine anno, da Villa Madama. Tre ore in cui il premier ha tracciato il bilancio dei primi mesi di governo, uno «sprint a ostacoli», e delineato il futuro che vede come «una maratona di tre anni», da qui alla fine della legislatura, per «lavorare a un grande piano riformatore».

Tema in primo piano, le dimissioni del ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti. Conte, nella premessa, sollecitato dal presidente dell'Ordine dei Giornalisti Carlo Verna, toglie subito dal tavolo l'argomento della sostituzione, annunciando la nomina di due ministri, con lo «sdoppiamento» delle funzioni. La sottosegretaria M5s Lucia Azzolina viene quindi 'promossa' ministro della Scuola e il presidente della Conferenza dei rettori Gaetano Manfredi ministro dell'Università e della ricerca. Il premier si è infatti convinto che la soluzione «migliore per potenziare la nostra azione sia separare il comparto scuola da quello ricerca ed università, hanno logiche e problematiche diverse».

Il presidente del Consiglio ha confermato che «gennaio sarà l'occasione per fermarsi un attimo a riflettere con le forze politiche, per rilanciare l'azione di governo». E a questo proposito ha lanciato un appello alla maggioranza, ma non solo. Tra le forze di governo, ha detto, servono più «affiatamento» e «consonanza» ma tutti i gruppi, anche quelli di opposizione, devono mostrare «senso di responsabilità». Esclusa, come «inverosimile», l'ipotesi di un Conte-ter in caso di caduta dell'esecutivo, il premier ha anche negato, ancora una volta, la possibilità che possa aderire a un partito o anche di pensare, nel breve periodo, ad un gruppo parlamentare a suo diretto sostegno. «Non vedo una mia tessera politica all'orizzonte», ha assicurato, né tantomeno «mi vedo legato a una ulteriore forza che possa accrescere la divisione dell'attuale panorama».

Conte giudica anche negativamente la creazione di un eventuale gruppo parlamentare a suo sostegno perchè la «frammentazione» delle forze politiche «non fa bene all'azione di governo». Anzi, ha cercato di 'blindare' i numeri con un appello a eventuali nuovi transfughi in uscita dal M5s: «Guardo con grande favore coloro che pur con difficoltà si impegnano nella loro forza politica per orientarla». In questo modo, con la «coesione» e il «confronto», senza ulteriori «stampelle», per Conte, il governo può andare avanti, superando anche lo scoglio delle regionali di gennaio che «non saranno un referendum pro o contro il governo».

Il premier risponde alle domande puntando a rassicurare e a consolidare il suo ruolo istituzionale, ma parlando del suo precedente esecutivo e in particolare del tema dell'immigrazione torna ad attaccare duramente Matteo Salvini, annunciando anche modifiche ai decreti sicurezza. Innanzitutto Conte ha 'scaricato' l'ex ministro dell'Interno sul caso Gregoretti. Il 20 gennaio la giunta del Senato dovrà votare sulla richiesta di autorizzazione a procedere per sequestro di persona nel caso della nave della Guardia costiera. Il leader leghista ha più volte detto che, come nel caso della Diciotti, la linea portata avanti era stata decisa collegialmente dal governo. Ma Conte dice che dalle prime verifiche «non ho avuto riscontri di un mio coinvolgimento nello sbarco». Dunque, è la sintesi, quello fu un atto personale di Salvini. Il cui modo di far politica, per il premier, è preoccupante.

A un giornalista che gli chiedeva se Salvini e la Lega siano un problema per la stabilità democratica, il presidente del Consiglio ha replicato che «la Lega, che ha diverse anime, è pienamente legittimata a partecipare al gioco democratico, quello che mi ha meravigliato è il modo in cui Salvini interpreta la leadership: non si è peritato di creare slabbrature istituzionali e veri e propri strappi. Questa sì la ritengo insidiosa, questa modalità di interpretare la leadership perchè sciolti da vincoli, pensare di rivendicare pieni poteri e saltare le regole». «Con Conte più sbarchi, più tasse, più poltrone e più balle», la replica del leader leghista, secondo cui il premier «è troppo innamorato dalle poltrone».

Infine, dal capo del governo è venuto un pubblico riconoscimento per l'attività dei giornalisti, «fondamentale per la democrazia», e in particolare l'auspicio che la vertenza Askanews «si risolva quanto prima e nel miglior modo possibile». Ma anche un grande manifestazione di «riconoscenza» al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Sull'ipotesi di una sua rielezione, ha detto, «non spetta a me votare» ma «sarei favorevole».