24 gennaio 2020
Aggiornato 15:31
Tensioni in aula

Scontro alla Camera tra Lega e PD: «Venduti»

Lega e Fratelli d'Italia si sono scagliati contro il presidente della Camera, Roberto Fico, accusandolo di non essere imparziale

Video Agenzia Vista

ROMA - Tensione in aula alla Camera nel corso della discussione sulle comunicazioni del premier Giuseppe Conte in vista del Consiglio europeo del 12 e 13 dicembre. Lega e Fratelli d'Italia si sono scagliati contro il presidente della Camera, Roberto Fico, accusandolo di non essere imparziale. La bagarre è esplosa quando la deputata del Pd Lia Quartapelle ha svolto il suo intervento attaccando il Carroccio: «Non è giusto che la Lega prenda in giro gli italiani sul Mes». Parole che hanno suscitato le vive proteste dei leghisti che, più volte richiamati da Fico, hanno gridato «venduti, venduti» all'indirizzo dei banchi dem.

«Oltre a dire una miriade di falsità - ha detto Edoardo Ziello, Lega, prendendo la parola dopo Quartapelle - si è rivolta non a lei ma al nostro gruppo. Faccia rispettare il regolamento altrimenti non è garante di tutti ma della maggioranza di cui il suo partito fa parte. Si parla rivolti verso il Presidente non verso i gruppi per sfottere o offendere la Lega».

Quindi è stata la volta di Alessia Rotta (Pd) che ha lamentato come «durante l'intervento della Quartapelle si è udito la parola 'venduta': sono a chiedere a nome del Pd la censura e di accertare di chi sia la responsabilità». Fico ha assicurato che ascolterà l'audio ma la richiesta della deputata dem ha fatto andare su tutte le furie Paolo Trancassini di Fratelli d'Italia: «Quando fu annunciato il passaggio di Galantino a Fdi i suoi amici di partito hanno intonato per un quarto d'ora 'venduto' e lei ci ha fatto un richiamo scritto per essere arrivati fino ai loro banchi a dirgli che non si fa. Lei è di parte, non può fare il presidente della Camera».

Fico ha spiegato che certe decisioni vengono prese da «tutto l'ufficio di presidenza, lavoriamo insieme, infatti arriviamo quasi sempre all'unanimità». Ma Marzio Liuni, componente leghista dell'ufficio di presidenza, ha ricordato che in quel caso il voto non fu all'unanimità: «Le avevamo consigliato vivamente di punire anche i provocatori, all'unanimità niente».

Parole quelle del leghista che secondo Gennaro Migliore di Italia Viva «vanno censurate altrimenti non ci sarà un ordinato svolgimento della discussione. Il collega della Lega le ha appena detto che l'ha avvisata di intervenire sui provocatori, se non reagisce ad un'azione di questo genere, se non prende provvedimenti, è una violazione di tutta la Camera non solo della sua figura».

«E' chiaro - ha chiuso Fico - che stigmatizzo mille volte sia l'intervenire quando non si è chiamati a intervenire sia quando ci sono parole come quelle ascoltate in quest'aula».