7 dicembre 2019
Aggiornato 00:00

Mes, Giorgia Meloni e l'appello a Di Maio: «Se hai dignità fai cadere il Governo»

La leader di Fratelli d'Italia: «Basta proclami, ha i numeri in aula per far cadere l'Esecutivo. Conte è un bugiardo seriale e ha detto menzogne su menzogne»

Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d'Italia
Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d'Italia ANSA

MILANO - Sulla riforma del Mes «qualcuno domani ci deve spiegare se Giuseppe Conte ha firmato con il sangue degli italiani una cambiale che gli serviva a rimanere a Palazzo Chigi. Ritengo che su questo dovrebbe cadere il Governo. Se Di Maio ha un minimo di dignità che gli rimane in corpo non dovrebbe fare proclami ma ha i numeri in aula per far cadere il Governo, è lui a decidere». Lo ha detto la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni a Sky TG24. «Di Maio basta proclami - ha proseguito - una volta tanto prendi una decisione seria e dimostra che per te gli interessi degli italiani vengono prima delle difesa della tua poltrona. Dichiara che se il Mes viene mandato avanti così il Governo va a casa».

Meloni: «Conte torni su suoi passi»

«Conte è un bugiardo seriale e ha detto menzogne su menzogne, arrivando a dire che sul Mes non aveva preso accordi. E voglio vedere se a Di Maio resta un briciolo di dignità: voglio sentirlo dire, dimostrando di non pensare solo alla poltrona, che il governo cade su questo imbroglio. Siccome Di Maio ha un terzo dei parlamentari, nonostante nei sondaggi sia ormai ai minimi termini, esca dalla propaganda e faccia valere il suo peso per difendere una volta tanto gli interessi degli italiani fermando questo scempio. Se, davvero (Conte, ndr) avesse svenduto gli interessi nazionali per perseguire quelli personali sarebbe normale denunciarlo per alto tradimento», ha detto ancora la Meloni, invitando il premier a tornare, al Consiglio europeo, «sui suoi passi» e «rinnegare quanto accettato».

Bernini: «No a un compromesso salva-governo»

Sul Mes non può esserci un «compromesso salva-governo». Lo dice Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia. «Sul Fondo Salva Stati la maggioranza è divisa da un muro apparentemente invalicabile: il Pd vuol firmare il Trattato senza modifiche sostanziali per difendere, così dice Franceschini, la credibilità del Paese. I 5 Stelle al contrario pensano che la credibilità si sia persa firmando accordi a scatola chiusa per compiacere gli euroburocrati. Distanza siderale, dunque. Vedremo cosa accadrà al vertice di stasera: la soluzione peggiore sarebbe un compromesso per trasformare lo scontro sul Salva Stati nell'ennesimo escamotage salva governo. È questo accanimento a tenere in piedi una maggioranza senza futuro che mina la credibilità dell'Italia».