25 novembre 2020
Aggiornato 03:00
Legge di bilancio

Matteo Renzi vuole un piano choc per l'economia: «120 miliardi in tre anni per rimettere in moto la crescita»

Il leader di Italia Viva: «Dissesto idrogeologico, edilizia scolastica, energia, treni, strade, porti, aeroporti, piano casa, periferie: sblocchiamo tutto»

ROMA - «La Legge di Bilancio ha evitato l'aumento dell'Iva. E dunque è un passo in avanti. Considero poi positive le misure su sanità e famiglia. Ancora c'è da lavorare per evitare qualche microbalzello che sembra più una impuntatura ideologica che non una reale necessità. Ma il punto è che non basta. Come sanno gli economisti, le previsioni segnano burrasca in arrivo. E dobbiamo essere capaci di rilanciare subito». Lo dice Matteo Renzi, senatore e leader di Italia Viva, in una intervista alla Stampa parlando dell'iniziativa con cui venerdì a Torino annuncerà «misure choc» per l'economia.

120 miliardi nel prossimo triennio

Dove trovare i soldi? «Può sembrarle un paradosso ma per questo piano choc l'Italia non ha un problema di soldi. Nei prossimi anni ci saranno enormi flussi finanziari per investimenti e infrastrutture, a maggior ragione in tempi come questo di rendimento negativo. Per la parte pubblica i soldi sono già stanziati e anche la disponibilità finanziaria privata non manca. Il problema è sempre quello: i progetti non partono, sono bloccati. Abbiamo lavorato duro e abbiamo predisposto un piano più ambizioso di quello tedesco: 120 miliardi nel prossimo triennio. Dissesto idrogeologico, edilizia scolastica, energia, treni, strade, porti, aeroporti, piano casa, periferie: sblocchiamo tutto. Semplifichiamo le regole in via straordinaria, con il controllo dell'Anac come abbiamo fatto per l'Expo a Milano. Questo serve all'Italia, non la tassa sulle auto aziendali».

Regole più semplici, siamo in emergenza

Nel Paese delle 4 mafie non è un grosso azzardo procedere saltando le regole ordinarie? «Non propongo di saltare le regole, ma solo per questo piano choc di seguire regole più semplici. Siamo in emergenza. E i danni si misureranno in crisi aziendali, in posti di lavoro, in fuga dei capitali. Siamo ancora in tempo per intervenire, ma va fatto subito, nei primi mesi del 2020. Dopo sarà troppo tardi. La nostra storia di governo dimostra che si può fare un ottimo codice degli appalti, ma anche correre in corsia preferenziale come abbiamo fatto a Milano perl'Expo e a Pompei per gli scavi. Attraverso il brillante lavoro dell'allora commissario Nistri, oggi Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, e del sovrintendente Osanna, adesso Pompei fa notizia per il flusso di visitatori mentre prima faceva notizia per i crolli. Quando c'è la pax burocratica gli italiani sono bravi a fare le cose: guardate come è andata con il ponte di Genova».

Assurdo proporre legge elettorale spagnola per Italia

«Continua il caos spagnolo: quattro elezioni in quattro anni e ancora ingovernabilità. Ciò che sta accadendo a Madrid (e a Barcellona) mette in gioco l'idea stessa di democrazia decidente. E crea sempre più distacco tra chi gestisce la res publica e i cittadini. Dovremmo riflettere sul perché il caos spagnolo è un danno all'idea stessa di democrazia europea. Leggo, nel frattempo, che qualche buontempone in Italia propone di copiare la stessa legge elettorale spagnola. Giusto per essere certi dell'ingovernabilità. Lo hanno proposto davvero, non è una barzelletta. Quattro elezioni in quattro anni e noi li prendiamo come modello?».

Non sottovalutare cambiamenti che partono da Sud America

«Attenzione a ciò che sta accadendo in America Latina, attenzione-attenzione-attenzione. Dopo il disastro Venezuela, occhi puntati sul Cile prima, sulla Bolivia oggi. Intanto in Argentina, si chiude la presidenza Macri e, in Brasile, la liberazione di Lula può riaprire la sfida con Bolsonaro. La storia ci insegna che non dobbiamo mai sottovalutare la portata dei fenomeni di cambiamento che partono dall'America del Sud. Mai».