14 novembre 2019
Aggiornato 07:00

Da Giorgia Meloni un altro «ceffone» a Conte: Al suo posto mi sarei dimessa oggi stesso

Lo ha affermato il presidente di Fratelli d'Italia a proposito degli esiti delle elezioni regionali in Umbria: «Gli italiani non vogliono questo Governo»

Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d'Italia
Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d'Italia ANSA

ROMA - Al posto di Giuseppe Conte «con il mio carattere, avrei rassegnato le dimissioni ieri stesso». Lo ha affermato il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, intervistata da Rtl 102.5, a proposito degli esiti delle elezioni regionali in Umbria. «Quando tutto il Governo - ha spiegato - che si presenta in chiusura di campagna elettorale in Umbria, sono loro che stanno mettendo la fiducia sul Governo, come se ci fosse bisogno ancora di sapere che gli italiani non vogliono questo Governo. Quando poi arriva un ceffone come quello, democratico, che gli umbri hanno dato al governo non puoi fare finta di niente e trovo scandaloso che Conte si permetta di dire che 'valgono il 2% della popolazione'. Loro? Loro che hanno fatto il Governo con 60.000 persone che hanno votato sulla piattaforma Rousseau, che poi dobbiamo vedere se sono vere, quelle vanno bene e 700.000 umbri che votano no?».

Meloni: «Quando perdi ti fai da parte»

Per Meloni, in ogni caso, «più vanno avanti, più rimangono incollati alla poltrona contro la volontà popolare e più quei dati peggioreranno, per cui io suggerisco alla maggioranza di avere un attimo di lucidità e prendere atto che nella vita c'è anche quando perdi. Quando perdi, ti fai da parte, fai misurare qualcun altro, e poi si vede come vanno le cose, è come funziona la democrazia. Purtroppo queste persone hanno un'idea totalmente distorta della democrazia per cui le istituzioni vanno piegate a loro piacimento, ma francamente penso sia scandaloso».

Il Palazzo si è organizzato contro il popolo

«Se mi sta chiedendo se presenteremo una mozione di sfiducia al Governo, purtroppo è un tema - ha detto ancora la leader di FdI - che non mi pare sia troppo dirimente perché i numeri in Parlamento li conosciamo, il punto è che i numeri del Parlamento oggi non sono quelli del Paese. Se presentiamo una mozione di sfiducia con questo Parlamento temo che le cose non cambieranno perché è fatto da un sacco di gente che se si va a votare va a casa. Qualcuno mi dirà 'vede, questa è la democrazia parlamentare' , io escludo che la democrazia parlamentare significhi che il Palazzo si organizza contro il popolo».

FdI cresce moltissimo

«E' stato un risveglio molto bello, anche se abbiamo dormito poco, siamo molto felici e soddisfatti. Sono felice per l'Umbria - ha aggiunto - che si libera da decenni di pessima politica ormai ridotta a fare solo affarismo e inaugura un futuro di speranza e io credo che si debba essere tutti consapevoli della responsabilità che gli umbri ci consegnano, specialmente nel momento in cui vinciamo con uno scarto così importante. Ora dobbiamo dimostrare di saper fare bene e già da oggi ci metteremo a lavoro soprattutto per l'Umbria che è un regione che ha bisogno di tante cose che si possono fare».

La coerenza ha un mercato nella politica italiana

«Sono ovviamente entusiasta - ha detto ancora Meloni - del risultato di FdI, l'unico partito che cresce rispetto alle europee sia in percentuale che in voti assoluti e cresce moltissimo. Sono contenta di aver dimostrato che prendere la strada lunga, non accettare la scorciatoia, non cambiare idea, la coerenza, la concretezza, la serietà, hanno un mercato nella politica italiana, in una politica che sembra sempre dover superare se stessa, rincorrere la promessa che non si può mantenere. Ringrazio i tantissimi umbri che hanno scelto Fratelli d'Italia facendola diventare terzo partito, superando il M5S, davvero non potevamo sperare di più», ha concluso.