14 novembre 2019
Aggiornato 07:00

Tregua armata sulla manovra. La sfida Conte-Di Maio è solo rinviata

Il vertice di maggioranza partorisce l'intesa su contanti e carcere per gli evasori. Sulle partite Iva si va verso un allentamento della stretta sulla flat tax

Il Premier Giuseppe Conte con il Ministro, Luigi Di Maio
Il Premier Giuseppe Conte con il Ministro, Luigi Di Maio ANSA

ROMA (ASKANEWS) - Il carcere per i grandi evasori entra da subito nel decreto fiscale ma la norma entrerà in vigore dopo la conversione del decreto. Slitta invece a luglio l'obbligo per i commercianti di dotarsi di Pos, così come l'abbassamento del tetto all'uso del contante. Sul regime forfettario, invece, il lavoro prosegue e una soluzione dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. E' l'esito del vertice di maggioranza che si è tenuto a palazzo Chigi dopo un pomeriggio di incontri bilaterali sulla manovra fra il premier Giuseppe Conte e il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri con i singoli partiti. Riunione che sembrerebbe aver chiuso la discussione sul dl fiscale, lasciando però in sospeso alcuni dettagli della manovra che saranno affrontati nei prossimi giorni.

La soddisfazione di Di Maio e M5s

«Il carcere ai grandi evasori entra nel decreto fiscale, come aveva chiesto con forza il M5S. E anche la confisca per sproporzione entra nel decreto legge. Ambedue le norme - ha commentato Luigi Di Maio - entreranno in vigore dopo la conversione in legge da parte del Parlamento. D'ora in avanti chi evaderà centinaia e centinaia di migliaia di euro sarà finalmente punito con il carcere. Colpiamo i pesci grossi». Inoltre, ha aggiunto il leader del M5S su Facebook, le multe sul mancato uso del Pos «sono posticipate al luglio del 2020, nell'attesa di un accordo sull'abbassamento dei costi delle commissioni delle carte di credito e dei dispositivi per il pagamento. Avevamo detto che sarebbe stato ingiusto colpire migliaia di commercianti prima di non aver provveduto ad abbassare i costi delle commissioni bancarie e siamo riusciti a bloccare il provvedimento».

Sulla stretta sui grandi evasori, che prevede tra l'altro l'aumento degli anni di carcere dagli attuali 6 a 8, la mediazione raggiunta fra le forze di maggioranza prevede quindi l'introduzione della norma subito nel decreto ma con l'entrata in vigore rimandata a dopo la conversione in legge del provvedimento. Anche la confisca per sproporzione entra nel decreto legge.

Franceschini: Centrale la lotta all'evasione

Per Dario Franceschini, capo delegazione del Pd, l'intesa sull'inasprimento delle norme per i grandi evasori «rientra nella strategia di lotta all'evasione, centrale per il governo. Il fatto poi che nel decreto fiscale sia previsto che le norme entreranno in vigore non subito ma soltanto al momento della conversione, garantisce il Parlamento sulla possibilità di approfondirne tutti gli effetti e conseguenze». Soddisfazione per la stretta sui grandi evasori è stata espressa anche dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che ha parlato di un «risultato importante per il Paese e per tutti i cittadini onesti che pagano le tasse, un segnale inequivocabile per i grandi evasori che sottraggono risorse alla collettività».

Infine, sulle partite Iva si va verso un allentamento della stretta sulla flat tax. Il regime pienamente forfettario dovrebbe essere mantenuto per chi ha un reddito entro i 65mila euro, senza introdurre il calcolo analitico.