15 ottobre 2019
Aggiornato 12:30

Matteo Renzi: «Conte preoccupato? Senza di noi oggi il Premier farebbe altro»

Un grande piano di investimenti verdi sul modello tedesco, ma senza alzare le tasse. Lo propone Matteo Renzi in un'intervista al Messaggero

Matteo Renzi, leader di Italia Viva
Matteo Renzi, leader di Italia Viva ANSA

MILANO - «Italia Viva non è un'operazione di palazzo. Certo: ci sono una quarantina di parlamentari. Ma ci sono soprattutto migliaia di persone che stanno riscoprendo il gusto di fare politica. C'è un entusiasmo simile a quello del 2012 quando partimmo in giro per l'Italia. Per questo non parteciperemo alle elezioni regionali: vogliamo strutturarci partendo dal basso, non dagli eletti». Così Matteo Renzi in un'intervista al Messaggero. «Io - ha spiegato il leader di Italia Viva - fossi emiliano voterei Bonaccini, fossi umbro voterei il candidato civico che sarà individuato nei prossimi giorni».

«Senza di noi Conte oggi farebbe altro»

Sul fatto che le sue rassicurazioni sulla stabilità del governo non sembrano aver convinto il premier Conte, Renzi osserva: «Preoccupazione curiosa. Se non ci fossimo schierati noi questo governo non sarebbe mai nato e Conte oggi farebbe altro. Non chiediamo riconoscenza o riconoscimenti ma invitiamo tutti a lavorare. C'è da evitare l'aumento dell'Iva, da combattere l'evasione, da investire sull'ambiente senza ideologie: parliamo di cose serie, nessuno viva di paure. Questa legislatura arriverà al 2023 e questo governo deve sfruttare la tranquillità dei mercati e dell'Europa».

«Sì a grande piano investimenti verdi ma senza alzare tasse»

Sì a un grande piano di investimenti «green» ma senza alzare le tasse. «Noi siamo per un grande piano di investimenti verdi sul modello di quello lanciato dalla Merkel e se possibile più ambizioso. Lo presenteremo alla Stazione Leopolda e sarà una nostra deputata esperta di economica circolare a presentarlo, Maria Chiara Gadda - ha spiegato - Ma questo non significa che per essere verdi dobbiamo alzare le tasse agli agricoltori o ad altri: se lo facessimo faremmo un danno a chi cura il territorio, come giustamente ha fatto notare la ministra Bellanova. Ci faremo sentire non con spirito polemico ma costruttivo. Per difendere l'ambiente dobbiamo coinvolgere gli agricoltori, non tassarli - ha proseguito Renzi - È solo un esempio. Per il nostro Piano Verde servono i contatori digitali e le nuove tecnologie, non la politica dei no alle metropolitane e alle tramvie. Noi staremo sul merito, sempre».

«Regionali? non parteciperemo»

«Italia Viva non è un'operazione di palazzo. Certo: ci sono una quarantina di parlamentari. Ma ci sono soprattutto migliaia di persone che stanno riscoprendo il gusto di fare politica. C'è un entusiasmo simile a quello del 2012 quando partimmo in giro per l'Italia. Per questo non parteciperemo alle elezioni regionali: vogliamo strutturarci partendo dal basso, non dagli eletti. Io - ha spiegato il leader di Italia Viva - fossi emiliano voterei Bonaccini, fossi umbro voterei il candidato civico che sarà individuato nei prossimi giorni». Sul fatto che le sue rassicurazioni sulla stabilità del governo non sembrano aver convinto il premier Conte, Renzi osserva: «Preoccupazione curiosa. Se non ci fossimo schierati noi questo governo non sarebbe mai nato e Conte oggi farebbe altro. Non chiediamo riconoscenza o riconoscimenti ma invitiamo tutti a lavorare. C'è da evitare l'aumento dell'Iva, da combattere l'evasione, da investire sull'ambiente senza ideologie: parliamo di cose serie, nessuno viva di paure. Questa legislatura arriverà al 2023 e questo governo deve sfruttare la tranquillità dei mercati e dell'Europa».

«Family Act nostra bandiera»

«Abbiamo un gruppo di parlamentari di grande qualità. Stiamo creando una bella squadra e daremo una mano sulla Legge di Bilancio. Il tutto senza polemiche. La nostra bandiera sarà il Family Act al quale sta lavorando la ministra Bonetti: partire dalla famiglia è la priorità. Siamo in una crisi demografica pazzesca - ha osservato il leader di Italia Viva - doveroso aiutare i figli, i genitori, gli asili nido. Ma sinceramente spero che questa proposta diventi una proposta di tutto il Parlamento, persino dell'opposizione. Elena Bonetti sta lavorando bene, giudicatela sui fatti».

«Non sarò al tavolo nomine partecipate»

«Io non sarò al tavolo come non sarò a nessun tavolo politico ai quali parteciperanno invece i nostri coordinatori. Non nutro alcuna rivincita e se ho fatto ciò che ho fatto è per dare una mano al Paese, non per rivendicare uno strapuntino. Io sono molto interessato al futuro delle grandi aziende ma a differenza del racconto volgare che viene fatto dai più mi interessano le strategie non un posto nel board - ha sottolineato il leader di Italia Viva - Le faccio un esempio: è assurdo continuare a tenere divise Fincantieri e ciò che si chiamava Finmeccanica e ora è Leonardo. Un assurdo perché paradossalmente espone entrambe a una possibile acquisizione straniera, probabilmente europea. Perché non metterle insieme facendone un leader di mercato? Di questa e di altre proposte parleremo alla Leopolda. Non mi troverete al tavolo delle nomine ma sarò in prima fila nella discussione sul futuro della nostra economia: perché questa è la politica. Spero che chi ha mire sulle poltrone punti a indicare i nomi migliori. E che poi tiri fuori anche qualche idea su cui discutere, come abbiamo fatto noi».