20 settembre 2019
Aggiornato 07:30

Pizzarotti: «Rousseau? Voteranno come vorrà Beppe Grillo»

Il Sindaco di Parma: «Il risultato dipenderà da come viene fatta votazione e da cosa diranno i big del MoVimento»

Beppe Grillo con un giovanissimo Federico Pizzarotti
Beppe Grillo con un giovanissimo Federico Pizzarotti ANSA

ROMA - Il Sindaco di Parma Federico Pizzarotti è intervenuto ai microfoni de «L’Italia s’è Desta» condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus per esprimere le proprie perplessità sulla crisi di governo e lo sbocco che può derivarne.

Alleanza PD – Movimento 5 Stelle

«Dico da tanto tempo che il Movimento 5 Stelle, in quanto tale, non esiste più. C’è il partito di Di Maio che dà un peso diverso all’essere nella stanza dei bottoni. La coerenza e quello che si è detto il giorno prima vanno in secondo piano. Per impedire a Salvini di andare ad elezioni e di nominare il prossimo Presidente della Repubblica o dirigenti aziende importanti di livello nazionale, si cerca di fare questa alleanza. Peccato si parli solo di nomi, non di contenuti. I dieci punti letti dopo l’incontro con Mattarella non riusciresti a farli nemmeno con un governo monocolore e sembravano banalità da affrontare nei prossimi 6 mesi. Come si può creare un governo duraturo tra persone che non si fidano tra di loro? Non vedrei l’utilità, dovesse durare poco».

Il Movimento accusa il Pd di tenere solo ai nomi

«Il Movimento 5 Stelle ha dimostrato di non avere una capacità di relazione. Sono uno di quelli che, fin da Bersani, pensava che il Movimento 5 Stelle avrebbe avuto tutto da guadagnare nel rapporto con il PD se fosse stato il Movimento l’ago della bilancia. Se si va al Governo è necessario dialogare per forza in politica. Quello che ritengo assurdo è l’altalenarsi delle posizioni solo per rimanere al governo. Io con la Lega non andrei mai da nessuna parte, nemmeno a cena. Come fai a passare da uno all’altro con nonchalance? Solo se ti interessano le poltrone e non ti interessano i contenuti».

Il voto sulla Piattaforma Rousseau

«Dipende come viene fatta. Dipende da cosa dicono i big. Un video di Grillo che dice «Dobbiamo farlo per il bene dell’Italia, solo così taglieremo i parlamentari, eccetera», dice una sfilza di ovvietà, che però piacciono a quelli che vanno a votare, seppure sono sempre meno. Però il voto passa anche se non sapremo mai se queste votazioni siano fedeli o meno. Sono anni che si chiede un ente certificatore terzo sennò ci fidiamo sulla parola ma in questi anni fidarsi sulla parola non ha dato sempre gli esiti sperati. E’ vero che c’è una base anti-PD ma è anche vero che l’hanno fatta spostare: per senso di responsabilità, contro qualcuno, trovando una scusa qualsiasi. Ma perché si possono spostare? Perché manca una base valoriale. Se non ce l’hai crei naturalmente una barriera e un argine oltre il quale non puoi andare sennò ci sono Lega e Rifondazione Comunista. Nella Lega parla uno e decide uno, nel PD sono 10 correnti ci mette una settimana a decidere, e il mondo è andato avanti. E’ molto difficile, capire quale sarà lo scenario in termini percentuali, il peso nazionale, alla fine di un eventuale governo PD-5 Stelle».