14 ottobre 2019
Aggiornato 00:30

Paragone a Conte: «In politica mai dire mai»

Il Senatore del MoVimento 5 Stelle, Gianluigi Paragone: «Come Salvini ha ammesso errore, anche Conte potrebbe rivedere la sua posizione»

Gianluigi Paragone all'uscita da Montecitorio dopo l'assemblea dei gruppi M5S
Gianluigi Paragone all'uscita da Montecitorio dopo l'assemblea dei gruppi M5S ANSA

ROMA - A Giuseppe Conte «manca forse un po' di malizia», nel discorso al Senato «forse mi sarei coperto un po' di più ? In politica mai dire mai». Lo ha affermato Gianluigi Paragone, parlamentare del Movimento 5 Stelle, ad Agorà Estate Rai Tre. Paragone, oggi esponente pentastellato, è stato in passato direttore de 'La Padania' ed è tra i parlamentari del Movimento che vede con favore un nuovo accordo con la Lega. «Così come Salvini ha ammesso di aver sbagliato - ha sottolineato - penso che anche Conte possa rivedere le proprie posizioni».

«Potrei lasciare il gruppo parlamentare 5 Stelle»

Paragone non ritiene che l'attuale presidente della Camera, Roberto Fico, abbia intenzione di fare il premier di un nuovo esecutivo gialloverde. «Fico ha una sensibilità diversa, lo ha palesato tante volte». Paragone non esclude che, in caso di accordo del M5S con il Pd, lasci il gruppo parlamentare 5 stelle. «Nel caso di accordo con la Lega resto nel gruppo parlamentare M5S. Nel caso di un accordo con il Partito democratico vediamo. Lo voglio vedere questo governo. Poi, magari, mi sorprenderanno tutti. Metteranno una figura come Stefano Fassina o Emiliano Brancaccio Ministro dell'Economia». Paragone conclude sostenendo che, a suo parere, il blocco moderato «non si coagulerà attorno all'asse Pd - M5S, ma attorno a nuovi personaggi tra cui sicuramente vedremo, non so quando, ma in un tempo non lontano, Urbano Cairo».

Gallo: «Con Lega discorso chiuso»

Con la Lega «il discorso è chiuso. Questa è stata una volontà molto forte espressa dall'assemblea dei parlamentari». Se le trattative con il Pd non dovessero dare esito positivo «resta solo il voto». Lo afferma il deputato del M5S, Luigi Gallo intervistato da Repubblica. Gallo dice di non capire il no del Pd a Conte premier. «Conte è il politico più amato dagli italiani. Ed è molto temuto da Salvini. Però non impicchiamo l'Italia a un nome».

«E' nata la fase 2 del MoVimento»

Secondo l'esponente pentastellato non andrebbe messo in campo un passaggio sulla piattaforma Rosusseau per certifica un eventuale accordo con il Pd perchè «siamo in una fase di emergenza economica, i tempi sono strettissimi e Mattarella vuole chiudere entro martedì (domani, ndr). Qualsiasi votazione sarebbe assurdo. Galli tiene comunque a precisare che «i dieci punti da presentare al Pd sono stati costruiti dal gruppo parlamentare, con un metodo partecipativo: non è stata una scelta calata dall'alto ma è stata fatta valere l'intelligenza collettiva. È nata la fase 2 del Movimento».