9 dicembre 2019
Aggiornato 00:00

Salvini: «Disposti a ragionare se no M5s diventano sì»

Lo ha detto, Matteo Salvini, al termine delle consultazioni al Quirinale con Sergio Mattarella: «Ritenevo e ritengo che Di Maio ha lavorato bene»

Video Agenzia Vista

ROMA - «Leggo che alcuni dei no sono diventati dei sì, che ci sono parlamentari M5s disponibili a fare una manovra coraggiosa fatta di crescita, investimenti, flat tax. Aver scoperchiato il vaso è servito a qualcosa, evidentemente...». E dunque «se qualcuno mi dice 'ragioniamo perchè dei no diventino sì, miglioriamo squadra e programma, diamoci obiettivo non contro ma per', io ho sempre detto che sono uomo concreto, non porto rancore, guardo avanti mai indietro». Lo ha detto Matteo Salvini, al termine delle consultazioni al Quirinale con Sergio Mattarella. «Ancora oggi persone mi dicono andate avanti, non riportateci alla vecchia politica. Accordo M5s-Pd è la vecchia politica, l'unico collante sarebbe 'contro' Salvini, Quota 100, flat tax», ha aggiunto Salvini.

Via maestra elezioni, non giochi di palazzo

«Oggi la via maestra non possono essere giochini di palazzo, governi di palazzo, sono e dovrebbero essere le elezioni. La sovranità appartiene al popolo».

Di Maio ha lavorato bene

«Ritenevo e ritengo che Di Maio ha lavorato bene. Agli insulti - ha aggiunto - preferisco non rispondere, a me interessa che i cittadini italiani abbiano un governo che faccia, che costruisca, con orgoglio, con onore. Lo spread - ha detto ancora - è calato, la Borsa è cresciuta, questo dimostra che la voglia di chiarezza non era un mio capriccio. La voglia di chiarezza per me è un orgoglio. Potevo andare avanti ma non avevo la coscienza a posto perchè avevo la consapevolezza di non lavorare al meglio: il governo era fermo. Oggi però, ha precisato, «alcuni dei no che ci avevano portato a dire basta sono diventati sì, vuol dire che ci sono parlamentari in casa M5s che sosterrebbero una manovra coraggiosa, che non solo blocca l'aumento dell'Iva ma che mette almeno altri 20 miliardi nelle tasche dei cittadini italiani».

Lega voterebbe taglio parlamentari, Pd no

«Il taglio dei parlamentari lo abbiamo votato tre volte e siamo disponibili a votarlo per la quarta e ultima volta, il Pd non ne vuole neanche sentire parlare».

Lega compatta coi suoi interi gruppi parlamentari

«Sono contento di rappresentare una forza politica compatta, che con i suoi interi gruppi a Camera e Senato ha preso e prenderà decisioni nell'interesse del Paese e non per interesse personale, altrimenti non saremmo qua in agosto. Abbiamo scelto - ha spiegato - di portare davanti agli italiani, nelle case degli italiani, i problemi che magari la vecchia politica avrebbe tenuto al chiuso delle stanze fino a qualche legislatura fa». A giudizio di Salvini «l'Italia non può permettersi di perdere tempo, non può avere un governo che litiga, non può avere un governo con posizioni distanti».