7 dicembre 2019
Aggiornato 14:30

Grasso: «Possibile un Governo M5S, Pd e Leu»

L'ex Presidente del Senato, Pietro Grasso: «Tanti i temi comuni. Il problema sono i tempi: è stata intempestiva l'apertura della crisi da parte di Salvini»

L'ex Presidente del Senato, Pietro Grasso
L'ex Presidente del Senato, Pietro Grasso ANSA

ROMA - «Penso che tutte le ipotesi siano possibili. Il problema è che attraverso le consultazioni il presidente Mattarella deve avere il tempo di verificare se c'è la possibilità di una nuova coalizione di governo». Lo ha detto l'ex presidente del Senato e senatore di Leu Pietro Grasso a «Ma cos'è quest'estate» su Radio 24 non escludendo la possibilità di un governo giallorosso.

Consigli per Mattarella

«Questo non deve scandalizzare - ha rilevato - perché non dimentichiamo che le elezioni politiche si sono svolte più di un anno fa e che la Costituzione prevede elezioni ogni 5 anni. Prima dello scioglimento delle Camere, proprio per rispetto della volontà popolare, occorre che il presidente Mattarella verifichi la possibilità di qualsiasi altro accordo di governo».

Tanti i temi comuni

Per Grasso, «il problema sono i tempi: è stata intempestiva l'apertura della crisi da parte di Salvini. Un governo che possa evitare l'aumento dell'IVA è la priorità che deve essere presente. Se ci fosse bisogno di tempo non dimentichiamo che Lega e 5 Stelle hanno avuto bisogno di quasi 3 mesi per trovare un accordo. Capisco che anche le condizioni per un nuovo governo sono difficili da raggiungere, ma sedendosi attorno a un tavolo ci sono tanti temi comuni tra 5 Stelle, PD e Liberi e Uguali. Ci sarei certamente per un governo».

Marcucci: «Serve intesa per il bene della Repubblica»

«Sono spaventato da Salvini. Dai suoi modi, dai suoi toni, da come irride le istituzioni. È vero, abbiamo cambiato idea sui 5 Stelle, ma di fronte a emergenze vere bisogna reagire con forza, il bene della Repubblica deve venire prima degli interessi di parte». Lo afferma il capogruppo del Pd al Senato, Andrea Marcucci, in un'intervista al Corriere della Sera. In Senato domani «può succedere di tutto, abbiamo segnali di grave pentimento di Salvini, che ha perso malamente in Parlamento», rileva Marcucci aggiungendo che «il pentimento, però, per avere successo richiede la cessione di fette di potere e di programma. Magari fanno finta di aver scherzato e ci troviamo con Di Maio premier, Conte commissario europeo e Salvini vicepremier». Marcucci sostiene che la reazione di Matteo Renzi «è stata utile e opportuna. Alla fine, vedo che la posizione dei gruppi, dopo qualche mal di pancia iniziale, è condivisa dalla segreteria».